Alessandro Barbero
in foto: Alessandro Barbero

Il professor Alessandro Barbero è stato querelato dal Movimento Neoborbonico. Ne ha dato notizia lo stesso movimento, spiegando che il docente di Storia Medievale preso l' Università del Piemonte Orientale e volto noto anche di Rai Storia avrebbe offeso gli stessi neoborbonici nella prefazione al libro "Fake Sud" di Marco Esposito, nonché in alcuni articoli pubblicati su alcuni quotidiani. Secondo i neoborbonici, il professor Barbero starebbe compiendo da qualche tempo studi sulla storia del Risorgimento "con la finalità di negare o ridimensionare i drammi vissuti da migliaia di soldati delle Due Sicilie".

Il riferimento è quello al Forte delle Fenestrelle, la fortezza piemontese nella quale venivano portati i prigionieri di guerra dell'esercito piemontese prima e quello italiano dopo: secondo i neoborbonici, infatti, si sarebbe trattato di un vero e proprio campo di concentramento, ma di cui quasi non vi sarebbe traccia secondo la storiografia ufficiale. Barbero, tra i vari docenti che hanno analizzato questa vicenda, si era già in passato spinto a definirla "una invenzione storiografica e mediatica", ricostruendo in base ai documenti recuperati che i prigionieri fossero in realtà poco più di un migliaio e che soltanto quattro di essi morirono durante la prigionia.

Secondo i neoborbonici, invece, la fortezza di Fenestrelle sarebbe stata una "fortezza-lager" sabauda, e attaccano le tesi di Barbero, che invece di recente ha replicato come "scellerate fantasie" quelle dei neoborbonici che spiegano come, in caso di risarcimento, utilizzeranno il denaro per borse di studio per i ragazzi delle periferie del Sud. "I neoborbonici hanno un unico e disinteressato obiettivo nel segno dell'amore per la nostra storia e per la nostra gente", conclude la nota di De Crescenzo, "un Sud finalmente con pari diritti rispetto al resto dell'Italia e dell'Europa".