Addio “Simba”, bimbo guerriero morto a 3 anni alla Casa di Matteo: grazie a lui si salvò il fratellino

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L’assessore Trapanese: “Nato in una baracca e salvato da un assistente sociale. Grazie alla sua storia il fratellino si è salvato in tempo ed è stato adottato”
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Addio al piccolo "Simba", il bimbo guerriero così soprannominato come il Re Leone dei cartoni animati, assistito amorevolmente in questi anni alla Casa di Matteo di Napoli, struttura che si occupa da anni dell'assistenza ai bimbi disabili gravi abbandonati o che i genitori non riescono ad assistere da soli. Il bambino è morto ieri, purtroppo, all'età di 3 anni e mezzo. In tutti questi anni ha ricevuto amore e affetto e la sua storia ha intenerito migliaia di persone.

Nato in una baracca, da una mamma con problemi di tossicodipendenza, fu salvato a 4 mesi da un assistente sociale. Grazie alla sua storia, il fratellino si è salvato in tempo ed è stato adottato. I funerali del piccolo si terranno oggi, presso la Parrocchia dell'Addolorata in Via Pigna, 203, a Napoli, alle ore 13,00.

Trapanese: "La sua storia simbolo dell'importanza degli assistenti sociali"

La vicenda di Simba è stata presa a cuore dall'assessore al Welfare del Comune di Napoli, Luca Trapanese, che ha seguito Simba fin dall'inizio e gli è stato accanto in tutti questi anni. "La sua storia – spiega Trapanese a Fanpage.it – è il simbolo di una sinergia enorme tra comunità, servizi sociali, Tribunale. Lui è stato salvato da un assistente sociale dentro una baracca, dove era nato. La madre aveva problemi di tossicodipendenza e alcol. Se non fosse stato per quell'assistente sociale, sarebbe morto lì. Grazie a questa sinergia poi abbiamo seguito la mamma e altri bambini sono stati dati in adozione".

"Simba" – scrive Trapanese in un post su Facebook – è morto sereno ed amato nella casa che lo ha accolto dalla nascita. Non aveva nessuno della sua famiglia originaria.Ha avuto una delle sue crisi e purtroppo o per fortuna non l'ha superata.È morto tra le braccia di Marco che lo ha voluto accompagnare in questo momento importante. Questo è il senso e lo scopo della La Casa di Matteo. Siamo fortunati che ci sia una realtà simile e delle persone che la portano avanti con amore e dedizione e non come un semplice lavoro".

Dolore alla Casa di Matteo

La scomparsa di Simba ha sconvolto tutta la comunità della Casa di Matteo, guidata da Marco Caramanna, struttura molto conosciuta dopo la storia di Elsa, la bimba con gambe e braccia spezzate dopo aver subito abusi dalla nascita, che in un commosso post scrive:

"Non avremmo mai voluto dirvelo: il nostro piccolo #Simba non ce l'ha fatta. Vi chiediamo scusa per non essere riusciti a trovare parole meno dirette e crude, ma a questo dolore non ci si abitua mai e la sofferenza è sempre più atroce. È successo tutto improvvisamente, come altre volte. Ma questa volta non ce l'abbiamo fatta. Noi, noi e lui, insieme. Non vogliamo farci domande, non sapremmo trovare risposte adeguate. Ringraziamo chiunque lo abbia amato, da vicino, da lontano. Siamo sicuri che anche il piccolo Re della Foresta vi abbia voluto bene.

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