video suggerito
video suggerito

A Napoli hanno costruito un labirinto di trecentocinquanta container dentro un deposito portuale per tenerci un torneo di calcio

È la quattordicesima edizione della Coppa Pizzeria, ideata dall’artista Daniele Sigalot: area da settemila metri quadrati, sei arbitri vestiti da pugili, mille litri di birra.
A cura di Redazione Cultura
0 CONDIVISIONI
Coppa Pizzeria 2026 / Photo Federico Sorrentino
Coppa Pizzeria 2026 / Photo Federico Sorrentino

È sicuramente il campo di calcio più singolare mai visto all'ombra del Vesuvio. Un labirinto di settemila metri quadrati, costruito e smontato in un giorno, a Napoli, ha ospitato un torneo di pallone fuori dagli schemi. È la quattordicesima edizione della Coppa Pizzeria, evento ideato dall’artista Daniele Sigalot e nato a Berlino quindici anni fa. L'iniziativa si è svolta in un deposito adiacente al porto, dove è stata realizzata una struttura monumentale composta da oltre trecentocinquanta cargo container. Al centro del labirinto un campo da calcio, intorno un sistema di corridoi e vicoli ciechi pensato non come semplice scenografia, ma come parte integrante del gioco.

«Lo slogan di questa edizione è ‘Going Nowhere' (senza sbocco ndr.) – spiega Sigalot – un motto perfettamente coerente con la traiettoria della Coppa Pizzeria, che dopo aver portato la tredicesima edizione a Napoli nel 2025 ha semplicemente deciso di rimanerci». Sigalot, artista concettuale, ha vissuto a Napoli tra il 2018 e il 2022, con uno studio a Pizzofalcone chiamato "La Pizzeria". Dal 2023 è tornato a Roma, mantenendo lo stesso nome per lo spazio in zona Ostiense.

Immagine

La direzione artistica è stata curata da Antonello Colaps e Dopolavoro Studio. «Il labirinto non è la scenografia del torneo, ma uno dei dispositivi del suo funzionamento – afferma Colaps – non è stato pensato per contenere il gioco, piuttosto per alterarlo, rallentarlo, trasformarlo in attraversamento, attesa e smarrimento».

Alla manifestazione hanno partecipato quattrocento persone, tra cui centotrentacinque giocatori e sei arbitri vestiti da pugili. Il torneo è durato otto ore, alternando partite, musica, balli e momenti di intrattenimento. Consumati anche mille litri di birra.

Regole che sembravano prese dalla ‘pallastrada' cara a Stefano Benni, volutamente flessibili: gli arbitri potevano intervenire liberamente sul gioco, fino a segnare, mentre il pubblico era coinvolto in modo attivo. Tra i vincitori i Cojos Klan, mentre il premio per il miglior costume è andato a Team Bambino. L'intervallo ha visto l'esibizione di un sosia di Vasco Rossi. «Quest’anno abbiamo deciso che visti i tempi perdersi era forse la scelta più sensata – continua Sigalot -. Così abbiamo costruito un labirinto».

La struttura è rimasta in piedi solo per ventiquattro ore. Sei ore dopo la fine del torneo era già stata smontata, restituendo l’area alla sua funzione originaria. La Coppa Pizzeria unisce pallone, musica e performance in un format in cui le regole sono interpretate liberamente e l’aspetto ludico prevale sull’agonismo. «Il calcio è una mia grande passione e l’arte è il mio lavoro: direi che sono poco serio in entrambe le cose e questo è il risultato», conclude l'artista.

Coppa Pizzeria 2026 / Photo Federico Sorrentino
Coppa Pizzeria 2026 / Photo Federico Sorrentino
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views