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9 Settembre 2021
8:44

A Napoli c’è Amal, marionetta siriana alta 3 metri simbolo dei rifugiati: oggi a Palazzo Reale

Accolta a Forcella da decine di bambini in festa Amal, la marionetta siriana alta 3 metri e mezzo, simbolo dei rifugiati. In arabo il suo nome significa “speranza”. In questi mesi sta girando l’Europa. Ieri è stata accolta a Forcella da decine di bambini in festa. Oggi pomeriggio sarà a Palazzo Reale con uno spettacolo.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Foto di Giuseppe Perna, presidente APS Annalisa Durante
Foto di Giuseppe Perna, presidente APS Annalisa Durante

È stata accolta ieri a Forcella da decine di bambini in festa Amal, la marionetta siriana alta 3 metri e mezzo, simbolo dei rifugiati. Amal è una bambina-marionetta siriana di nove anni, senza madre e in fuga dalla guerra. In arabo il suo nome significa “speranza”. In questi mesi sta girando l’Europa per testimoniare le pene dei rifugiati e il diritto di tutti i bambini del mondo alla felicità. Il suo percorso a piedi è iniziato alla fine di luglio in Turchia e terminerà a novembre nel Regno Unito, dopo aver percorso 8.000 chilometri attraverso 8 stati europei. “The Walk”, il “Cammino”, è il nome dato a questo viaggio dell’impegno civile, un festival internazionale itinerante di arte e speranza a sostegno dei rifugiati, prodotto da Stephen Daldry, regista del film Billy Elliot. In Italia il festival itinerante tra dodici città è stato prodotto da Roberto Roberto e Ludovica Tinghi.

Amal a Forcella e Palazzo Reale

Tra le città scelte c’è Napoli e tra le località napoletane Forcella, grazie all’adesione del teatro Trianon Viviani e alla direzione artistica di Davide Iodice, che ha proposto “DISARMANTE SPERANZA”, simboleggiata da una grande mano che impugna una pistola, la quale viene disarmata mettendo al suo posto una matita. Ieri Amal è stata accolta con una grande festa nel quartiere popolare di Forcella, al centro storico. Oggi Amal sarà al Palazzo Reale di Napoli. “Un tema, quello dei rifugiati, diventato in questi ultimi giorni tragicamente attuale, dopo quanto accaduto in Afghanistan – ha dichiarato il direttore di Palazzo Reale, Mario Epifani – La piccola Amal rappresenta tutti i bambini sfollati, molti dei quali separati dalle loro famiglie e alla ricerca di una vita serena e col desiderio di integrarsi in un nuovo mondo. Così com’è stato per Rosa Parks, la donna nera che è diventata il simbolo dei movimenti per i diritti civili, rifiutandosi nel 1955 di cedere il posto a un bianco su un autobus. Accogliere l’installazione di Ryan Mendoza e la sosta del percorso di Amal è il nostro piccolo segnale per sensibilizzare adulti e bambini alla tolleranza e all’inclusione ”.

Nella tappa a Palazzo Reale, dalle 18.30 alle 19.30, con una performance dal titolo “Amal perde la pazienza”, la marionetta è accolta in piazza del Plebiscito da un gruppo di tammorre coordinate da Valentina Ferraiuolo e dal canto di Marcello Colasurdo. La musica le dà modo di sfogare la sua stanchezza attraverso una ribellione da bambina con passi di danza antica. La spossatezza dovuta al viaggio e al ballo le fa perdere la pazienza, ma entrando nel Cortile d'Onore del Palazzo Reale, trova la casetta di legno di Rosa Parks, simbolo della protesta a favore dell'integrazione e si sente accolta. Nel Palazzo Reale trova a riceverla e a consolarla i bambini del Coro di Voci Bianche del Teatro San Carlo, diretto da Stefania Rinaldi, e dalla musica dell’Orchestra Sanitansamble, composta da ragazzi e adolescenti e diretta dal maestro Paolo Acunzo, che la cullano dolcemente con le loro note.

A Forcella incontro col papà di Annalisa Durante

Al ritmo della Scalzabanda e con le note della piccola orchestra di Forcella, Amal è giunta davanti alla Biblioteca Annalisa Durante ed ha trovato qui il papà di Annalisa, Giannino, che le ha donato il libro di Annalisa con le parole della piccola vittima innocente di camorra tratte dai libri “Il Diario di Annalisa” ed “Ali Spezzate”. Commoventi le parole di Giovanni Durante: “Tu hai avuto coraggio ed anche la mia Annalisa ne ha avuto. Queste sono le sue parole e il libro che parla di lei. In sua memoria è nata questa Biblioteca, per dare un libro ai ragazzi in cambio delle pistole, perché la Cultura salva le anime”.

"Forcella è un quartiere complesso – ha commentato il regista Davide Iodice – dove bene e male stanno, come i rami della “Y” del suo stemma murario, in un rapporto di contiguità in cui scegliere è cosa complessa e la colpa un concetto astratto: qui si può morire poco più che bambini come Annalisa, giovanissimi come Maikol; qui si può cadere come vittime innocenti o spezzarsi la vita troppo presto come Emanuele e tanti altri, per la svolta sbagliata a quella forcella, a quel bivio dell’esistenza. Interpretando Amal come un innesco magico per una ritualità sociale dei territori, abbiamo lanciato insieme ad Amal una dichiarazione di guerra a tutte le guerre: tutti insieme, con un gesto liberatorio, abbiamo distrutto, risignificandola, una grande scultura raffigurante un’arma, creata dai giovani talenti dell’Accademia di Belle arti di Napoli delle scuole di Scenografia e Scultura. La scultura rimarrà come opera permanente nella piazza antistante il teatro, perché non sia equivocabile la posizione che la società civile deve assumere, per garantire a Napoli, come nel mondo, un futuro pieno di vita e non di morte alle giovani generazioni. Noi questo futuro lo promettiamo, con la forza infantile di una disarmante speranza".

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