Raffaele Cinque ucciso dal suo stesso clan: arrestati 3 del gruppo della Stadera dei Contini

Lo avevano raggiunto in casa sua, lo avevano inseguito nell'appartamento e, quando lui si era lanciato dal balcone della cucina nel cortile interno per scappare, i killer erano tornati giù e gli avevano sparato alla testa. Sarebbe da inquadrare in contrasti interni nella gestione del traffico di droga e dell'illecito nell'area di via Stadera l'omicidio di Raffaele Cinque, il 50enne ucciso agli inizi del 2024 nella sua abitazione di via dello Scirocco; questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito una ordinanza nei confronti di tre persone: sono tutte inquadrate nello stesso gruppo criminale della vittima.
I destinatari della misura sono ritenuti elementi di vertice del gruppo "della Stadera", costola del clan Contini dell'Alleanza di Secondigliano che fa riferimento alla famiglia Bove alias "Polpetta": in manette Salvatore Bove, unico dei tre libero prima dell'operazione, e Giuseppe Bove e Gennaro Ziccardi, già detenuti per altra causa, ai quali il provvedimento è stato notificato in carcere.
L'agguato risale alla prima mattina del 21 gennaio 2024. Il corpo venne rinvenuto nel cortile interno dello stabile in cui abitava Cinque; lesioni da caduta, che rivelavano fosse precipitato, ma soprattutto colpi di pistola, da cui era stato chiaro che non si era trattato di un incidente o di altro ma di un omicidio. I successivi rilievi avevano portato a ricostruire la dinamica: i killer, in quattro, avevano raggiunto il 50enne in casa alle 6 del mattino e lui aveva provato a scappare, in un estremo tentativo di salvarsi la vita si era lanciato nel vuoto per sfuggire alle pistole. Erano stati esplosi 9 colpi di pistola, due dei quali andati a segno, alla testa e all'addome.
Ed era emersa l'ipotesi che vittima e assassini si conoscessero, che l'uomo avesse aperto la porta perché aveva riconosciuto volti familiari. Una trappola, insomma. Riscontri a questa tesi sono poi emersi dalle indagini che hanno portato all'operazione eseguita dalla Polizia di Stato oggi, 27 aprile, su delega del Procuratore di Napoli: una serie di perquisizioni mirate e misura cautelare per i tre responsabili, gravemente accusati di omicidio pluriaggravato e porto abusivo di almeno due pistole, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose.