La commissione Trasporti della Camera dei deputati ha approvato all’unanimità la risoluzione presentata da Simone Baldelli (Forza Italia) con cui si impegna il governo a emanare entro fine maggio il decreto riguardante i proventi delle multe e l’utilizzo degli autovelox. Un decreto, atteso da anni, che ha lo scopo di stabilire in che modo possano essere utilizzate le risorse provenienti dai pagamenti delle multe e che tutela i cittadini da quelli che vengono definiti “autovelox selvaggi”, senza il giusto preavviso. Lo stesso Baldelli spiega che grazie all’approvazione all’unanimità in commissione “presto vedrà la luce il decreto attuativo, atteso da anni, che finalmente regolerà l'utilizzo corretto degli autovelox e la disciplina di trasparenza dei proventi delle multe per gli enti locali. Consideriamo questo voto unanime, espresso col parere favorevole del governo, una bella pagina di collaborazione parlamentare tra i gruppi di opposizione e quelli di maggioranza nell'interesse dei cittadini. Adesso ci aspettiamo che il governo sia coerente con l'impegno preso e che alle parole facciano presto seguito i fatti”.

Il testo è stato completato e, come fatto sapere dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Fanpage.it, si stanno ora approntando gli ultimi ritocchi “per rispondere alle osservazioni del dipartimento della Polizia stradale”. Poi il provvedimento andrà in conferenza unificata. La risoluzione approvata oggi da tutti i gruppi in commissione impegna il governo “a inviare entro il 31 maggio 2019 il nuovo schema di decreto, al fine di disciplinare in modo chiaro e definitivo, anche con riferimento agli anni passati, il tema della trasparenza e dell'utilizzo dei proventi derivanti dalle sanzioni irrogate per le violazioni del codice della strada da parte delle amministrazioni locali, nonché quello delle modalità di collocazione e corretto uso dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento”.

Il testo della risoluzione

Secondo quanto recita il testo della risoluzione, il decreto doveva essere approvato già dal 2010: “Ad oggi, dopo nove anni, il decreto non risulta ancora adottato e così si assiste spesso all'utilizzo distorto e vessatorio dei dispositivi di rilevazione a distanza”. Nel testo si ricorda anche che lo stesso gruppo di Forza Italia ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sul tema, ricevendo rassicurazioni sull’adozione del provvedimento. “In tale occasione – si ricorda – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, oltre a condividere ‘pienamente tutte le perplessità espresse e la necessità di portare al traguardo questo importante provvedimento’ dichiarava che ‘nel corso del 2018 abbiamo lavorato alla rielaborazione del testo, anche, ovviamente, in sinergia con il ministero dell’Interno’”.

Nella risoluzione si ricorda anche che “a fine gennaio 2019, lo schema di decreto è stato inviato alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali e il 6 febbraio 2019 si è tenuta una prima riunione tecnica tra tutte le amministrazioni centrali coinvolte, compreso il ministero dell’Economia e delle Finanze. Nelle prossime settimane saranno affrontati tutti gli aspetti tecnici che consentiranno alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali di dare al più presto il nulla osta al decreto. I proventi derivanti dalle sanzioni saranno utilizzati per la manutenzione e messa in sicurezza stradale”.

Il ministero assicura: decreto pronto

Fonti del ministero delle Infrastrutture, contattate da Fanpage.it, spiegano che il testo, come preannunciato dallo stesso dicastero negli scorsi giorni, è effettivamente stato “completato” dagli uffici di riferimento. E, inoltre, è stato “inviato al Viminale per la concertazione sull’allegato B”, poiché su questa parte ci sono al momento ritocchi in corso in seguito alle osservazioni mosse dal dipartimento della Polizia stradale. Questi ultimi ritocchi dovrebbero essere completati nel giro dei prossimi giorni, assicurano ancora le stesse fonti. Poi il tutto, completo delle modifiche apportate, verrà ripresentato alla Conferenza unificata.