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Le nuove regole per gli affitti brevi potrebbero partire a settembre: quali sono le novità

Passo avanti importante per le nuove regole sugli affitti brevi: l’ultimo parere favorevole delle Regioni è arrivato sul tema del Codice identificativo nazionale, un numero che chi affitta dovrà esporre per evitare multe. Ora la procedura è sbloccata, e le nuove regole potrebbero entrare in vigore dopo l’estate.
A cura di Luca Pons
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Si avvicina il via libera alle nuove norme previste dal governo Meloni per gli affitti brevi, e in particolare per il Codice identificativo nazionale, o Cin. Si tratta di un codice numerico che dovrebbe essere assegnato a ogni appartamento o casa che vengono messi in affitto per brevi periodi: questo permetterebbe poi di regolamentare meglio il settore evitando le truffe, dato che chi vuole affittare la propria struttura dovrebbe registrarsi nella banca dati nazionale.

La norma era stata inserita nel decreto Anticipi varato e convertito in legge a fine 2023, ma manca il decreto per metterla concretamente in atto. Una norma, in particolare, è ferma da tempo alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dove si è cercato a lungo un compromesso. Oggi è arrivato il parere positivo della commissione Politiche del turismo a un decreto che riguarda un aspetto tecnico specifico (il coordinamento tra le banche dati regionali): questo era l'ultimo ostacolo per andare verso l'entrata in vigore delle norme.

Una volta superato questo passaggio, l'approvazione dovrà arrivare dall'intesa Stato-Regioni, che si riunirà a maggio. A quel punto dovrebbe esserci un periodo di sperimentazione, e sembra probabile che la pubblicazione vera e propria del decreto arrivi dopo l'estate. Da quel momento inizieranno i sessanta giorni di tempo per adattarsi: inviare le istanze, ottenere i Cin e esporli dove necessario. Scaduta questa fase di transizione, saranno definitivamente in vigore le nuove regole.

Concretamente, la novità è che tutti gli appartamenti che vengono messi in affitto per periodi brevi (cioè meno di trenta giorni) dovranno richiedere un loro Codice identificativo nazionale. Per farlo bisognerà inviare un'istanza, dichiarando informazioni come i dati catastali e gli impianti di sicurezza. Ci sono Regioni in cui norme simili esistono già, ma in questo caso si tratterà di una banca dati nazionale che li conterrà tutti.

Questo codice poi dovrà essere esposto non solo nell'appartamento in sé, ma anche in tutti gli annunci, inclusi quelli online. Chi non segue le regole rischierà multe fino a 5mila euro (se ha il codice ma non lo espone) o anche fino a 8mila euro (se non ha il codice).

La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, in una nota ha parlato di un "risultato importante raggiunto grazie ad un intenso ed impegnativo lavoro di squadra con le Regioni e le Province autonome". Questo via libera, ha confermato, permette di avviare "una procedura che sarà determinante per la definizione del Cin".

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