video suggerito
video suggerito

Violenza sessuale in un locale di Milano: “Mi ha infilato una mano nelle mutande, urlavo ‘no’ ma lui insisteva”

Giulia D.B. – 31 anni, cantante e organizzatrice eventi residente a Milano –  ha raccontato a Fanpage.it di aver subito una violenza sessuale nel bagno della discoteca Art Mall di via Torino a Milano, a un passo da piazza Duomo, in cui si trovava la sera del 22 maggio scorso.
(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

"Un uomo, mai visto prima, mi ha spinto contro il muro, mi ha infilato una mano in mezzo alle gambe spostandomi i pantaloncini e le mutande, mi ha palpata nelle parti intime e ha provato a baciarmi con forza tenendomi bloccata. Mi ha detto ‘baciami, resta qui'. Ho gridato ‘no, no', ma lui insisteva, così ho provato a divincolarmi e alla fine sono riuscita a scappare", è quanto Giulia D.B. – 31 anni, cantante e organizzatrice eventi residente a Milano –  ha raccontato di aver subito nel bagno della discoteca Art Mall di via Torino a Milano, a un passo da piazza Duomo, in cui si trovava la sera del 22 maggio scorso. 

Come riportato nella denuncia sporta a distanza di un mese, lunedì 22 giugno, ai carabinieri della stazione Porta Monforte di Milano – e che Fanpage.it ha avuto modo di visionare – la ragazza quella sera era andata al locale per una serata di svago in compagnia di amici. Verso la mezzanotte si è diretta verso il bagno e lì è successo quello che non si sarebbe mai aspettata.

"Un perfetto sconosciuto si è lanciato su di me tentando un approccio sessuale. Ero pietrificata e molto spaventata. Solo facendo resistenza e dimenandomi sono riuscita a liberarmi, a scappare e andare a raccontare tutto ai miei amici e alla sicurezza del locale. Insieme abbiamo provato a rintracciare il ragazzo, ma niente, di lui più nessuna traccia", emerge ancora dal racconto rilasciato ai militari.

"Ho aspettato un mese a denunciare perché all'inizio ero talmente sconvolta e sotto shock da non essere in grado di farmi avanti, poi nelle settimane successive è subentrata la rabbia e un senso di ingiustizia che mi hanno dato la forza di parlare. Non l'ho fatto solo per me stessa ma anche per tutte quelle donne e amiche che hanno subito violenza e non hanno mai trovato il coraggio di denunciare. E sono tante", ha detto Giulia a Fanpage.it con voce ancora carica di inquietudine per quanto subito ma al tempo stesso determinata nel portare alla luce un episodio di violenza che l'ha segnata nel profondo.

"Quello che mi è successo è di una gravità inaudita ma il vero problema è il contesto sociale e culturale nel quale viviamo. Fatti come questo purtroppo succedono troppo spesso. Sguardi insistenti, battute fuori luogo, comportamenti eccessivi fino alle molestie più gravi, alla violenza e allo stupro. Tutto questo è inaccettabile", ha detto ancora Giulia con il tono di chi vuole trasformare quanto subito in una battaglia, non solo personale, per cercare di cambiare le cose.

Prima di denunciare ai carabinieri, la 31enne si è rivolta a Scarpetta Rossa – associazione di promozione sociale contro la violenza sulle donne – che le ha fornito supporto emotivo, psicologico e legale tramite l'avvocata Claudia Serena Invernizzi. 

"Confidiamo nell'operato delle forze dell'ordine per identificare l'autore della violenza, il nostro compito in questo momento è di offrire alla vittima un supporto a 360 gradi. Ricordiamo che il livello di "pericolosità" di una città, viene calcolato mediante una formula che si basa sul numero di denunce ed è sempre importante sporgerla anche contro ignoti", ha commentato a Fanpage.it Gualtiero Nicolini, responsabile progetti e sviluppo a livello nazionale di Scarpetta Rossa.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views