Le attiviste di non una di meno sotto al Comune di Cassina de’ Pecchi
in foto: Le attiviste di non una di meno sotto al Comune di Cassina de’ Pecchi

La disposizione che vieterebbe di avere un abbigliamento che possa "manifestare" l'intenzione di prostituirsi all'interno del regolamento della polizia urbana di Cassina de' Pecchi – comune in provincia di Milano – non è passata in consiglio comunale. La regola aveva scatenato diverse polemiche e proteste, tra le quali un presidio delle attiviste di Non una di meno organizzato sotto il palazzo del Comune.

La sindaca: Insultata e minacciata da tutta Italia

"In luogo pubblico è vietato contrarre ovvero concordare prestazioni sessuali oppure intrattenersi con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada o che, per l'atteggiamento, ovvero per l'abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l'intenzione di esercitare l'attività consistente in prestazioni sessuali": è questa la parte di testo incriminata che il consiglio comunale, dopo le accese polemiche di questi giorni, ha deciso di eliminare totalmente con un emendamento proposto da un consigliere di opposizione e approvata all'unanimità. Polemiche che hanno avuto una risonanza nazionale tanto che, stando a quanto riportato dal giornale MilanoToday, a inizio seduta la sindaca Elisa Balconi ha lamentato di essere stata insultata e minacciata da tutta Italia e che il Comune ha subito "un danno incalcolabile".

Il presidio di Non Una di Meno

E mentre si svolgeva il consiglio comunale, le attiviste di Non Una di Meno si sono riunite sotto il Comune per manifestare il loro disappunto. Sotto alla sede si sono infatti ritrovate decine di cittadine con striscioni che invitano a non giudicare in base all'abbigliamento: "Ogni donna si può vestire come vuole, non è quello il punto essenziale": dice una delle attiviste sentita da Fanpage.it.