Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo
23 Luglio 2021
14:55

Uomo ucciso in piazza a Voghera, terminato l’interrogatorio dell’assessore Adriatici

È terminato dopo quasi tre ore, al tribunale di Pavia, l’interrogatorio dell’assessore di Voghera Massimo Adriatici, agli arresti domiciliari per l’uccisione del 39enne Youns El Boussettaoui. Gli avvocati dell’assessore leghista non hanno rilasciato dichiarazioni. Si attendono adesso le decisioni del giudice per le indagini preliminari sulla convalida dell’arresto e sulle misure cautelari: il pm aveva chiesto la conferma dei domiciliari per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove.
A cura di Francesco Loiacono
Massimo Adriatici lascia il tribunale di Pavia
Massimo Adriatici lascia il tribunale di Pavia
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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo

È finito dopo tre ore l'interrogatorio di garanzia di Massimo Adriatici, assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Voghera agli arresti domiciliari per l'uccisione del 39enne Youns El Boussettaoui. Davanti al giudice per le indagini preliminari di Pavia, Maria Cristina Lapi, Adriatici, stando ad alcune indiscrezioni riportate da RaiNews avrebbe confermato la sua versione: e cioè che il colpo che martedì notte ha ucciso il 39enne in piazza Meardi a Voghera sia partito accidentalmente dalla pistola che l'assessore detiene regolarmente e che evidentemente impugnava al momento dei fatti.

Decisione attesa per domani

Il giudice dovrà decidere sulla convalida dell'arresto – che in un primo momento era stato eseguito con l'accusa di omicidio volontario da parte dei carabinieri di Voghera – e sulle eventuali misure cautelari per l'assessore 47enne. Ieri il pubblico ministero Roberto Valli aveva chiesto la conferma dei domiciliari per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, mentre da quello che si apprende gli avvocati di Adriatici, difeso dai colleghi del suo studio legale, avrebbero chiesto la revoca delle misure cautelari. Dopo l'interrogatorio nessuno ha rilasciato dichiarazioni ufficiali: i legali e l'assessore hanno lasciato il tribunale senza fermarsi a parlare con i tanti cronisti presenti. La decisione del gip potrebbe slittare a domani, sabato 24 luglio.

Tanti gli aspetti ancora poco chiari della vicenda

Nulla al momento è trapelato dunque sui tanti punti ancora poco chiari della vicenda. Aspetti che un video agli atti dell'inchiesta, che mostra l'aggressione di El Boussettaoui all'assessore poco prima dello sparo, non chiarisce. Nelle immagini infatti si vede il 39enne avvicinarsi ad Adriatici barcollando e colpirlo con un pugno mentre l'assessore parlava al telefono, forse con la polizia come da lui spiegato ai carabinieri. Dopo il colpo però l'assessore cade e finisce in un punto cieco della telecamera, coperto da un edificio: e poco dopo anche El Boussettaoui, che si china quasi per raccogliere qualcosa, finisce nel punto cieco dell'inquadratura. Cosa è accaduto in seguito? Quando ha estratto l'arma Adriatici, e perché la pistola era carica? Il colpo è stato esploso in caduta oppure in seguito? E ancora: chi ha chiamato i soccorsi e quando? E cosa è stato detto al 118, i cui sanitari intervenuti avevano giudicato inizialmente non grave il 39enne, poi morto in ospedale a causa di un'emorragia?

Si attendono i risultati dell'autopsia e degli esami tossicologici

Probabile che per conoscere la risposta a molte di queste domande servirà aspettare l'esito di tutti gli esami e le analisi disposte dalla procura. Dall'autopsia, eseguita secondo i legali dei famigliari della vittima in tutta fretta e senza che la famiglia venisse informata, agli esami tossicologici sia sull'assessore sia sulla vittima. La procura ha inoltre nominato un esperto, ingegnere informatico, che in qualità di consulente dovrà migliorare la qualità del video agli atti dell'inchiesta. E chissà che non ve ne siano altri che possano aver ripreso da un'altra angolazione quanto accaduto.

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