Un’altra persona truffata per un bilocale a Milano: “Anche io ho versato 2.340 euro, poi il locatore è sparito”

“Stessa cifra, stessa modalità, stesso appartamento in via Trivulzio. Stessa denuncia come finale e stessa amarezza”. Dopo che Fanpage.it ha pubblicato la storia di Stefania, Mirko (il nome è di fantasia perché la persona preferisce mantenere l’anonimato) ha contattato la nostra redazione perché ha subito la stessa truffa.
Quella di Stefania e Mirko, non sono le uniche storie di truffa immobiliare. Se anche tu hai avuto una storia simile e vuoi raccontarcela, puoi scrivere a Fanpage.it cliccando qui.
Cosa era successo a Stefania
Stefania era stata raggirata mentre cercava un appartamento in affitto. Aveva trovato un annuncio per un bilocale su diverse piattaforme e aveva contattato su Subito.it Francesco, che lo aveva pubblicato. Dopo che i due si sono sentiti su WhatsApp, hanno organizzato una visita all’immobile con una collaboratrice di Francesco (lui aveva detto di non poter essere presente perché vive a Roma).
L’appartamento è piaciuto a Stefania che ha inviato tutti i documenti per la stesura del contratto. Una volta inviata anche la caparra, pari a tre mensilità di affitto (2.340 euro), Francesco è diventato irrintracciabile e non si è più fatto sentire. Stefania è così andata a denunciare l’accaduto ai carabinieri.
Le forze dell’ordine le hanno spiegato che, in questi casi, i truffatori sono soliti prendere in affitto un locale per qualche giorno, spacciarsi per proprietari, fornendo documenti rubati, per poi svanire dopo aver incassato l’anticipo.
La testimonianza di Mirko
Mirko è nato in Russia, ma ha la cittadinanza italiana e vive a Milano da 30 anni. In un momento di fragilità, dovuto a cambiamenti significativi nella sua vita personale, stava cercando una nuova sistemazione in città.
Il 24 marzo, un giorno dopo Stefania, Mirko legge su Subito.it l’annuncio dell’appartamento in via Trivulzio: un’offerta allettante. “Il prezzo era buonissimo per la zona”, ci racconta Mirko. “So che molti appartamenti che si trovano nel quartiere vengono affittati per una settimana a persone che devono visitare i propri parenti ricoverati alla Casa di cura Pio Albergo Trivulzio, per cui trovare un affitto a lungo termine è complicato”.
Nella chat di Subito, Mirko scambia il proprio contatto telefonico con quello di Francesco, l’autore dell’annuncio. Dopo vari messaggi su WhatsApp (che Fanpage.it ha potuto visionare), i due fissano una data per la visita al bilocale: venerdì 27 marzo alle ore 20.
Erano gli stessi giorni in cui anche Stefania stava messaggiando con Francesco: lei ha visto l’appartamento il giorno dopo, sabato 28 marzo alle ore 11 del mattino.
Francesco ha specificato a Mirko l’indirizzo esatto solo il giorno prima della visita. Nello stesso momento gli ha anche detto che lui vive a Roma, gestisce vari appartamenti e, perciò, la visita sarebbe stata condotta da una sua collaboratrice, presentata come Giovanna (lo stesso nome dato a Stefania).
Mirko ci descrive Giovanna: italiana, tra i 50 e i 60 anni, distinta, ben vestita. Dopo la visita al bilocale, Mirko comunica a Francesco il proprio interesse per l’immobile. A quel punto Francesco gli risponde che ha deciso di concederlo in locazione proprio a lui: “Alla fine l’appartamento lo affitterò a lei. Ha fatto un’ottima impressione sulla signora Giovanna”. E chiede a Mirko i documenti per procedere: le buste paga, il passaporto e la carta d’identità. Mirko li invia nell’arco di qualche giorno.
A questo punto, il 1° aprile, a stretto giro, Francesco gli manda: la copia del contratto di locazione con decorrenza dal 1° maggio (stessa data indicata a Stefania); la copia del documento d’identità della presunta proprietaria dell’immobile (una signora pugliese, ignara della truffa, presentata come la madre di Francesco anche a Stefania); la visura catastale falsa, intestata alla stessa signora; l’attestato di prestazione energetica. “Una volta presa visione”, gli scrive, “può procedere con la firma e restituirmi qui su Whatsapp una foto o una scansione del contratto firmato”.
Inviati i documenti, Francesco chiede a Mirko una caparra di tre mensilità anticipate: 2.340 euro (la stessa cifra richiesta a Stefania). L’8 aprile, Mirko effettua un bonifico sul conto intestato alla presunta proprietaria dell’immobile.
Il conto corrente è registrato presso la banca spagnola BBVA e l’Iban è lo stesso indicato a Stefania. Probabilmente il conto è stato aperto online (con gli stessi documenti della fantomatica madre di Francesco, mostrati anche a Mirko e Stefania) per evitare una verifica allo sportello dell’istituto di credito.
Dopo aver ricevuto la caparra, Francesco informa Mirko che provvederà a registrare il contratto. Ma poi si renderà irreperibile, come già accaduto nel caso di Stefania. Il numero Whatsapp 3791340918 sarà irraggiungibile e non ci sarà più modo di ricontattare il truffatore. Il 2 maggio, Mirko si reca alla stazione dei carabinieri per sporgere denuncia.
Come evitare di essere raggirati
Nell’articolo in cui si racconta la vicenda di Stefania, Fanpage.it aveva intervistato l’esperto antifrode di Subito.it, Massimiliano Dotti, che aveva elencato alcune accortezze che possono aiutare nel verificare la veridicità di un'offerta.
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