Tre giovani morti nell’auto finita in un canale a Senago, il 18enne alla guida: “Chiedo scusa alle famiglie”

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Avrebbe chiesto scusa alle famiglie delle vittime Gabriele Popovici, il 18enne che era alla guida dell’auto finita nel canale Villoresi a Senago in cui hanno perso la vita tre suoi amici. La gip ha confermato per lui gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Avrebbe chiesto "scusa" alle famiglie dei suoi amici, Gabriele Popovici, il 18enne accusato di omicidio stradale plurimo aggravato per la morte di tre giovani di 17 e 18 anni, che erano tra i nove passeggeri, a bordo di un'Audi guidata da lui precipitata nel canale Villoresi a Senago, alle prime ore del giorno di domenica scorsa, 21 giugno.

Durante l'interrogatorio di oggi, mercoledì 24 giugno, di fronte alla gip Maria Baetrice Parati si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. La gip ha negato la custodia cautelare in carcere, come richiesto invece dalla Procura, e ha confermato per il giovane gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Nell'ordinanza la giudice ha evidenziato le "modalità particolarmente spregiudicate" della sua condotta, tanto che, ubriaco quel mattino, con altre otto persone in macchina, "ha accelerato", anche se gli amici gli dicevano di rallentare, con una "guida pericolosa" e su una strada "dissestata". Da qui il pericolo di reiterazione. Sussiste anche quello di inquinamento probatorio, perché il ragazzo potrebbe "contattare" e condizionare il gruppo "di amici coetanei". Per contenere queste esigenze, però, basta una misura "meno afflittiva" del carcere. Poi, fermo restando la "estrema gravità del fatto e l'elevato grado di colpa", va considerato, secondo la giudice, il suo "comportamento tenuto nell'immediatezza": il ragazzo prestò soccorso – ha "cercato di soccorrere gli amici, tornando a nuoto al veicolo, cercando di tirare su Camilla, provando anche a rianimarla" – e poi è giovane e incensurato e la sua legale, Martina Isella, ha documentato un "regolare curriculum scolastico" con anche attività lavorativa "estiva".

Il pm Rosario Ferracane, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, aveva chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere per il 18enne, evidenziando nell'istanza due esigenze cautelari: il pericolo di reiterazione del reato, malgrado la patente ritirata, e anche quello di inquinamento probatorio.

Il maggiorenne neopatentato che, sebbene per legge non dovesse assolutamente bere, era risultato positivo all'alcoltest.

Nelle indagini sono anche già stati ascoltati dai carabinieri gli altri cinque ragazzi sopravvissuti alla tragedia. Rientravano tutti quella mattina da una nottata trascorsa in un locale ed erano saliti nella macchina, omologata per cinque, in nove, tre davanti e sei dietro. Alcuni di loro hanno raccontato a verbale: "Durante il tragitto per tornare a casa più volte dicevamo a Popovici di rallentare sino a quando, giunti a una curva stretta, andava dritto e finivamo con l'auto ribaltata nel canale pieno d'acqua".

Nell'incidente hanno perso la vita Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, entrambi di soli 17 anni, e Camilla Copparoni, che aveva da poco compiuto 18 anni. Le tre vittime, così come alcuni degli altri feriti, risiedevano a Paderno Dugnano, nel Milanese. Il 18enne arrestato è anche indagato per lesioni. 

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