Sfrutta e minaccia operai indiani per costruire il Consolato Usa a Milano, confermato il carcere per Ulas Demir

Il Tribunale del Riesame di Milano ha respinto il ricorso presentato da Ulas Demir e confermato per il manager turco la custodia cautelare in carcere. Il 47enne, arrestato lo scorso 31 maggio all'aeroporto di Orio al Serio (in provincia di Bergamo) quando era pronto a salire su un volo per Istanbul, è indagato per caporalato nell'indagine della Procura milanese sullo sfruttamento della manodopera indiana nel cantiere del nuovo Consolato degli Stati Uniti d'America realizzato in piazzale Accursio dalla divisione italiana di Caddell Construction. Con lui è finito in carcere anche Aji Appukuttan, il presunto "caporale operativo" che avrebbe minacciato almeno cinquanta lavoratori.
Stando a quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro e coordinate dai pm Paolo Storari e Mauro Clerici, la divisione italiana della Caddell Construction avrebbe sfruttato il lavoro di numerosi operai di origine indiana, fornendo loro paghe a volte anche sotto la soglia di povertà, meno di due euro all'ora. Uno dei lavoratori ha raccontato a Fanpage.it di come "dieci ore di lavoro erano considerate la normalità", della presenza di un "controllo totale e costante" e che veniva pagato di fatto "circa 400 euro al mese, 1,80 euro all'ora".
I manovali venivano reclutati da una società indiana, alla quale "veniva corrisposta" da parte dei lavoratori stessi "la somma di circa 500mila rupie", circa 5mila euro considerata una sorta di pizzo per poter lavorare. Come ha scritto la giudice per le indagini preliminari Angelica Cardi nella prima convalida del carcere per Demir, gli operai così assunti lavoravano in "para-schiavismo", inseriti in un quadro di "condizioni di lavoro degradanti" com metodi "intimidatori e minacciosi" da parte del manager.
Per la divisione italiana di Caddell Construction è stato disposto il controllo giudiziario d'urgenza, convalidato dalla gip Cardi, mentre ora il Tribunale del Riesame ha respinto anche il secondo ricorso presentato dall'avvocato Giuseppe Iannaccone per il suo assistito Ulas Demir. Il 47enne è accusato dello sfruttamento di centinaia di lavoratori, che avrebbe minacciato prospettando loro "il licenziamento e di ‘essere rispediti in India‘ in caso di mancata accettazione delle condizioni di sfruttamento".