Accoltellamento in via Capecelatro a Milano, Lamin Saidlly è stato già in carcere in Inghilterra

Si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere Lamin Saidlly, il 22enne italiano, nato a Conegliano Veneto (Treviso), da genitori del Gambia, che sabato 4 luglio scorso, alle 7.30, senza apparente motivo e con volto coperto da un passamontagna ha aggredito con 20 coltellate alla testa, all'addome e alla schiena un uomo di 55 anni, mai visto prima, davanti al bar La Giada in via Capecelatro a Milano, zona San Siro.
Questa mattina, lunedì 6 luglio, il giovane è stato sottoposto all'interrogatorio di garanzia avvenuto nel carcere milanese di San Vittore, in cui è attualmente detenuto. La sua avvocata, Simona Brambilla, ha chiarito che la decisione di non rispondere "è stata una sua scelta", e ha definito il suo assistito "molto scosso".
"Non ricorda nulla fino a quando si è ritrovato sull'auto della polizia", ha riferito ancora l'avvocata specificando che il 22enne non ha chiesto al gip una attenuazione della misura cautelare.
L'aggressione, ripresa integralmente dalle immagini di videosorveglianza della zona, è stata particolarmente cruenta. Si vede un uomo in piedi di fronte a un tavolino a parlare con alcune persone, quando all'improvviso alle sue spalle compare un giovane con volto coperto che estrae un coltello e inizia a colpirlo ripetutamente alle spalle e poi all'addome. Una furia che sembra senza fine e terminata solo grazie all'intervento di alcuni presenti che hanno assistito alla scena e non hanno esitato a intervenire. Il giovane è stato disarmato e bloccato a terra e così è rimasto fino all'arrivo delle forze dell'ordine.
Una volta arrestato dalla Polizia di Stato, per tentato omicidio, il 22enne agli agenti avrebbe detto: "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio". Una frase shock questa che però il giovane non ricorderebbe, come spiegato dall'avvocata Brambilla. Il giovane infine non avrebbe chiesto domiciliari o altro "anche per non mettere in difficoltà il padre" e all'avvocato Brambilla è sembrato "un ragazzo molto smarrito e confuso".
Indagando sul passato del giovane aggressore pare che già sia stato in carcere, in Inghilterra, prima di tornare in Italia, a Conegliano Veneto, dove ha lavorato per qualche mese come magazziniere in una nota azienda alimentare della zona. Poi ha litigato con il padre che l'avrebbe mandato fuori di casa ed è arrivato a Milano lo scorso 23 giugno. Inquirenti e investigatori stanno accertando quanto tempo è stato detenuto in Gran Bretagna e se per una rapina o per un gesto simile a quello dell'altro ieri.
La vittima invece, Gerardo P. è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Niguarda di Milano in fin di vita. Subito ricoverato e sottoposto poi a un delicato intervento chirurgico, le condizioni dell'uomo sarebbero ora in leggero miglioramento anche se la prognosi resta riservata. Come confermato a Fanpage.it da fonti ospedaliere l'uomo è "fuori pericolo di vita immediato. Gli interventi sono andati bene".