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Sara, madre di due figlie a Milano: “1000 euro per l’oratorio solo a giugno. A luglio e agosto non so come farò”

“Mille euro per l’oratorio a giugno, poi la corsa tra campus, babysitter e liste d’attesa”: a Fanpage.it il racconto di una mamma single di due bambine alle prese con la “tortura” del caro-estate pur di non lasciare le figlie sole per lungo tempo.
Bambine al centro estivo (Immagine di repertorio)
Bambine al centro estivo (Immagine di repertorio)

"Mille euro per coprire appena il mese di giugno. Poi bisogna inventarsi luglio e le settimane di agosto che rimangono scoperte". A parlare è Sara (nome di fantasia), mamma single di due bambine di 9 e 14 anni, che a Fanpage.it ha deciso di raccontare la "tortura" che ogni anno è costretta a vivere tra oratori estivi, campus e babysitter pur di non lasciare le figlie sole per lungo tempo.

Per molte famiglie italiane l'estate non è una vacanza: è un incubo logistico ed economico che si ripresenta ogni anno con la puntualità di una tassa. La nostra redazione riceve ogni giorno testimonianze come quella di Sara, genitori lavoratori alle prese con la difficoltà di conciliare professionalità, vita privata e familiare durante il periodo estivo. Se anche tu vuoi raccontare la tua storia a Fanpage.it questo è lo spazio per te

La storia di Sara e la sua "estate infinita"

"È una tortura, ogni anno", ha esordito Sara a Fanpage.it. Una frase che sintetizza la situazione di migliaia di genitori costretti a trasformarsi in organizzatori professionisti pur di non lasciare soli i figli durante i quasi tre mesi di chiusura delle scuole.

Per Sara il problema parte da lontano. "Il calendario scolastico italiano è ormai un modello superato che scarica sulle famiglie il peso di una lunghissima pausa estiva", ha spiegato. "In molti Paesi europei le vacanze vengono distribuite durante l'anno, mentre in Italia si continua a concentrare tutto in estate". Ma c'è anche un'altra questione: le scuole stesse. "Molti edifici sono privi di aria condizionata e diventano forni nei mesi più caldi", ha aggiunto. "Prima ancora di discutere di un diverso calendario, sarebbe necessario rendere gli istituti realmente vivibili durante l'estate". Nel frattempo, però, i genitori devono fare i conti con la realtà. E la realtà dice che trovare una sistemazione estiva per i figli è sempre più difficile e costoso.

Gli oratori rappresentano spesso l'unica ancora di salvezza economica. "Sono la formula più conveniente che esista", ha continuato Sara a Fanpage.it. Accedere, però, non è affatto scontato. I posti sono limitati, le iscrizioni si esauriscono in tempi record e basta arrivare con qualche giorno di ritardo per restare esclusi. E chi rimane fuori, di fatto, è costretto a rivolgersi al mercato privato.

Nel suo caso, l'oratorio costa circa 50 euro a settimana con i pasti inclusi. Con le gite si arriva facilmente a 100 euro. Tre settimane di attività in sede, più una settimana in montagna da 370 euro. Con due figlie e uno sconto del 50 per cento sulla seconda iscrizione, il conto finale per il solo mese di giugno supera comunque i 1.000 euro. Ed è l'opzione più "economica"

Il vero salasso, però, arriva dopo. "A luglio, quando gli oratori chiudono i battenti, entrano in scena i campus privati. Le tariffe partono da 200-300 euro a settimana e possono crescere rapidamente", ha raccontato Sara. "Esistono anche le colonie comunali, più accessibili, ma con un numero di posti ancora più ridotto degli oratori". Una lotteria nella quale molti restano esclusi.

Quest'anno, per esempio, la figlia maggiore di Sara non è riuscita a ottenere un posto. E il campus privato è fuori budget. La conseguenza è che la ragazza dovrà trascorrere gran parte dell'estate a casa. Da sola. "Passerà molte giornate davanti al telefono", ha spiegato la mamma. Non perché sia la soluzione migliore, ma perché spesso è l'unica disponibile. Con temperature torride e pochi spazi di aggregazione accessibili, la possibilità di trascorrere il tempo con altri coetanei diventa un lusso.

A rendere ancora più complicato il quadro è l'assenza di una rete familiare. L'unico aiuto per Sara potrebbe arrivare dalla madre, che però ha quasi 80 anni e diversi problemi di salute. Un sostegno prezioso ma inevitabilmente limitato. "Senza una rete familiare è un disastro economico", ha rincarato. E come se non bastasse, ai costi di oratori e campus bisogna aggiungere quelli delle babysitter. "I centri estivi chiudono generalmente tra le 16:30 e le 17:00, mentre molti lavoratori terminano il turno più tardi", ha aggiunto. "Qualcuno deve andare a prendere i figli, accompagnarli a casa e sorvegliarli fino al rientro dei genitori".

Il risultato è un sistema che sembra reggersi su una gigantesca toppa: oratori gestiti dal volontariato, posti insufficienti nelle strutture pubbliche, campus privati dai costi proibitivi e famiglie lasciate sole a fare i conti con un'emergenza che si ripresenta puntualmente ogni anno. Così, però, l'estate italiana per migliaia di genitori non è fatta di spiagge e relax, ma è una corsa a ostacoli fatta di iscrizioni da prenotare mesi prima, liste d'attesa, conti da pagare e sensi di colpa. Una "tortura", come l'ha definita Sara. E la sensazione è che, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto siano le famiglie che lavorano.

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