“In piscina con i figli? Può costare oltre 100 euro”: la denuncia di una mamma sul caro-estate a Milano

"Una giornata in piscina per una famiglia può costare più di 100 euro". A parlare è Antonella, 42 anni, mamma di due ragazzi di 14 e 12 anni, residente a Rozzano, che a Fanpage.it ha raccontato come quella che fino a pochi anni fa rappresentava una delle soluzioni più semplici per affrontare il caldo estivo in città, oggi rischia di trasformarsi in un lusso per poche famiglie. Tra ingressi sempre più cari, costi aggiuntivi per lettini e ombrelloni e poche alternative realmente accessibili, Milano appare sempre più una città che esclude chi ha figli e costringe molte famiglie a cercare soluzioni fuori dai confini cittadini.
La nostra redazione raccoglie segnalazioni e testimonianze di famiglie che ogni estate si trovano a fare i conti con il caro-piscine, l'aumento dei prezzi e la difficoltà di trovare alternative accessibili per affrontare il caldo in città. Se anche tu hai vissuto o stai vivendo un’esperienza simile, raccontaci la tua storia scrivendo a segnalazioni@fanpage.it o cliccando qui.
La storia di Antonella
"Negli ultimi anni si è notato un aumento dei prezzi alla piscina almeno di 3-4 euro a testa", ha esordito Antonella a Fanpage.it. "Per andare in piscina si può spendere 60-70 euro senza lettino e più di 100 euro se si prendono lettini e ombrellone". Una spesa che, però, moltiplicata per tutta l'estate diventa insostenibile per molte famiglie.
Se un tempo la piscina era un appuntamento quasi settimanale, infatti, oggi le abitudini sono cambiate. "Prima andavamo spesso in piscina, quest'anno siamo andati una volta sola", ha continuato la donna. La scelta è così ricaduta su alternative decisamente più economiche: "Siamo andati al lago con l'ombrellone preso da casa perché purtroppo la piscina costa troppo". Una rinuncia, dunque, dettata esclusivamente dal portafoglio. "Un paio di volte, invece che andare in piscina, siamo andati al fiume che è gratis".
Il problema, poi, non riguarderebbe soltanto gli impianti privati. Secondo Antonella, anche le piscine comunali avrebbero ormai raggiunto tariffe che scoraggiano molte famiglie. "Non è difficile trovare posto nelle piscine comunali perché hanno dei prezzi alti anche quelle", ha sottolineato. Un paradosso che, però, racconta bene la situazione: gli impianti non sono pieni perché i costi frenano gli ingressi.
Così, sempre più milanesi sono costretti a spostarsi. Abitando a Rozzano, la famiglia di Antonella ha scelto spesso di uscire dall'area metropolitana per recarsi in piscina nell'hinterland nella speranza di trovare condizioni più favorevoli. Ma anche fuori città il risparmio non sempre è significativo e il costo del viaggio si aggiunge a quello della giornata. Il risultato è che quella che dovrebbe essere un'attività estiva alla portata di tutti diventa un'eccezione. "Una famiglia con due o tre figli si può permettere la piscina una volta al mese, mentre prima ci andavi tutte le settimane. Adesso preferisci fare qualcos'altro piuttosto che andare in piscina e spendere 100 euro", ha osservato ancora Antonella.
A Milano, poi, il caro-piscine si intreccia anche con il tema dell'offerta. Le strutture realmente accessibili sono poche, mentre quelle private arrivano a chiedere cifre che, per una famiglia, diventano proibitive. "Andare in piscina in quelle private non comunali ha un prezzo veramente elevato, anche 17 euro a testa. Moltiplicato per quattro, più lettino e ombrellone, è una cifra folle", ha concluso Antonella a Fanpage.it.
Così, in una città che ogni estate affronta temperature sempre più elevate, il rischio è che il diritto a trovare refrigerio si trasformi in un privilegio. E mentre aumentano i prezzi e diminuiscono le possibilità per le famiglie, cresce anche il numero di chi sceglie laghi, fiumi o località fuori Milano. Per molti non è una questione di preferenze, ma di necessità: quando una giornata in piscina costa quanto una piccola vacanza, il messaggio è chiaro. Milano, almeno d'estate, sembra pensata sempre meno per le famiglie e sempre più per chi può permettersi di spendere.