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Pretende il certificato di malattia per “futili motivi”, aggredisce dottoressa in ambulatorio nel Milanese

A Paullo (Milano) una dottoressa è stata aggredita nel suo ambulatorio da un paziente che pretendeva un certificato di malattia per “futili motivi”.
(Immagine di repertorio)
(Immagine di repertorio)

Ha aggredito una dottoressa per un certificato di malattia. È questo quanto denunciato da Libera Associazione Medicina Generale (Lamg) che specifica che la medico di medicina generale è stata aggredita nel suo ambulatorio che si trova in piazza De Andrè a Paullo, un comune della provincia di Milano.

A quanto pare, il responsabile – un giovane – avrebbe preteso un certificato di malattia per quelli che sono stati definiti "futili motivi". Da lì, il diniego della professionista. Dopo l'aggressione, la dottoressa è stata trasferita al pronto soccorso di Melegnano.

"Dopo avermi insultato, è andato via e si è presentato nel pomeriggio con la madre con fare minaccioso. La madre cercava di calmarlo. Non solo ha minacciato me, ha tirato uno spintone alla madre che è caduta e si è fatta male. Ha tirato uno spintone a me in pieno petto e sono volata indietro. Dopodiché mi sono lanciata su di lui per fermarlo. C'era un altro paziente che è intervenuto per dire che non si tratta così sua madre e gli ha tirato un pugno. Dopodiché abbiamo chiamato le forze dell'ordine", ha spiegato la dottoressa Marta Moretti intervistata dal quotidiano Il Cittadino di Lodi. 

La professionista ha poi informato sia l'Agenzia di tutela della Salute che le forze dell'ordine, che hanno messo in sicurezza l'ambulatorio considerato che il paziente aveva fissato nuovamente un appuntamento. La "Libera associazione di medicina generale" , oltre a definire l'episodio gravissimo, ha annunciato supporto legale per la dottoressa che ha ricevuto vicinanza anche dal Comune.

L'episodio, per l'associazione, "rende evidente quanto la campagna denigratoria nei confronti della Medicina Generale porti anche ad episodi come questo. Non vorremmo piangere l'ennesima vittima di questo lavoro che, anche per questi motivi, non rappresenta più una opzione per i giovani, soprattutto donne".

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