25 Luglio 2021
12:08

Polemiche sul candidato sindaco Bernardo e la frase sui medici “quasi tutti armati”: “Non è vero”

Continuano le polemiche dopo che, in seguito alle dichiarazioni di Michele Usuelli, si è scoperto che il candidato sindaco del centrodestra a Milano, Luca Bernardo, ha il porto d’armi e in passato abbia portato la pistola nel suo ospedale, il Fatebenefratelli di Milano, anche se “mai in corsia”, come da lui precisato. Bernardo ha detto che “la maggior parte dei medici” avrebbe il porto d’armi, ma sono tanti i colleghi che lo smentiscono. Il presidente dell’Ordine dei medici di Milano chiede che il tema della violenza sui sanitari non venga strumentalizzato.
A cura di Francesco Loiacono

Infuria la polemica a Milano dopo le rivelazioni di Michele Usuelli, medico e consigliere regionale dei Radicali, sul candidato sindaco di centrodestra Luca Bernardo. Usuelli in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" ha sollevato il caso, dicendo che è cosa nota che Bernardo, primario di Pediatria all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, abbia il porto d'armi e giri con una pistola. Una circostanza che è stata confermata in parte dal diretto interessato, che prima ha dichiarato di avere il porto d’armi "da difesa da più di dieci anni, come la maggior parte dei medici", per via di problemi con alcuni pazienti da cui sarebbe stato minacciato, e poi ha però precisato di aver sì portato la pistola in ospedale, ma mai in corsia con i pazienti: "Non sono mai entrato in corsia con un‘arma, nemmeno vestito da sceriffo a Carnevale", ha precisato Bernardo sulla sua pagina Facebook, dove ha aggiunto: "Ho già detto che ho il porto d’armi da difesa da 10 anni, ne ho titolo e motivazione. Per quanto riguarda quello che ha detto Usuelli, ho dato mandato al mio legale di denuncia penale per diffamazione a mezzo stampa".

La replica di Usuelli: No alle armi dentro gli ospedali

Dal suo canto il consigliere regionale Usuelli ha replicato a Bernardo con una breve dichiarazione video apparsa sulla sua pagina Facebook e riportata anche dal Tg3: "Per 7 anni della mia vita ho fatto il medico tra Afghanistan, Cambogia, Sierra Leone e Repubblica Centrafricana, Paesi dove quasi tutti girano armati – ha dichiarato Usuelli -. So bene perché è necessario che dentro gli ospedali non entri alcuna arma. Se ci sono tensioni in ospedale si contiene la tensione del medico e del paziente e al limite si chiamano le forze dell'ordine. No alle armi dentro gli ospedali".

Sono almeno due gli aspetti della vicenda che meriterebbero un approfondimento. La prima riguarda le circostanze che hanno spinto Bernardo a chiedere e ottenere il porto d'armi, capendo poi se si tratti effettivamente di un permesso per difesa personale, il solo ad autorizzare le persone ad andare in giro armate per problemi relativi alla propria incolumità. La successiva domanda però è: sono ancora valide, dopo 10 anni, le motivazioni che hanno spinto la prefettura a rilasciare tale permesso?

Fumagalli (Milano in salute): "La maggior parte dei medici non detiene una pistola"

C'è però poi una seconda questione che ha tirato in ballo lo stesso Bernardo, quando ha detto che "la maggior parte dei medici" avrebbe il porto d'armi. Su questo punto sono già diverse le prese di distanza: "La maggior parte dei medici non detiene una pistola e mai si sognerebbe di portarla in strada o in reparto, io non la posseggo – ha dichiarato in una nota Marco Fumagalli, dermatologo e capolista di Milano in Salute (lista a sostegno di Beppe Sala) alle prossime elezioni comunali -. Che sia riprovevole o meno detenere una pistola è nella libertà di ciascuno giudicarlo, ma l’ospedale deve restare un luogo pubblico sicuro e protetto, le pistole restino agli agenti di polizia". Sulla vicenda è intervenuta anche la dottoressa Alessandra Kustermann, primaria di Ostetricia e ginecologia del Policlinico, che in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" ha affermato di non aver mai visto un dottore con la pistola nel corso della sua carriera quasi cinquantennale.

Il presidente dell'Ordine dei medici: La violenza sui sanitari non va strumentalizzata

Sull'argomento, che alimenta polemiche anche perché arriva a pochi giorni dai fatti di Voghera, Fanpage.it ha chiesto un commento a Roberto Carlo Rossi, presidente dell'Ordine dei medici di Milano: "Il tema della violenza sui sanitari è una cosa talmente seria che non va strumentalizzata – è la sua premessa -. Effettivamente, specie nell'ultimo periodo a causa del Covid, la ‘temperatura' dei rapporti tra medici e pazienti si è notevolmente alzata, c'è stato un aumento di minacce e stalkeraggi e ci sono casi in cui i pazienti, spesso per prestazioni negate non a causa del medico, diventano aggressivi. Noi abbiamo organizzato più di un corso per insegnare a colleghe e colleghi a difendersi, con tutta una serie di tecniche preventive, come la de-escalation, la messa a distanza". Sui medici con porto d'armi nello specifico non ci sono statistiche, anche se lo stesso Rossi rientra tra i "non armati": "Devo essere onesto, ho pensato al porto d'armi ma non ce l'ho. È anche una questione di cultura personale: si dice che se uno ha un'arma poi la deve usare, e io non so se sarei in grado di farlo".

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