Piscine comunali all’aperto, il paradosso: Milano ne ha tre, Brescia quattro con un settimo degli abitanti

Milano eccelle sotto tanti punti di vista ma non di certo in tema di piscine comunali all'aperto in funzione durante una stagione estiva, come quella 2026, segnata da diverse ondate di caldo e temperature fino a 40°. Gli impianti gestiti da MilanoSport dotati di vasca all'aperto o centro balneare estivo sono in tutto solamente tre. Mentre in altri comuni, ben più piccoli, dell'hinterland e della regione, la situazione è diversa.
La carenza di piscine comunali attive all'aperto e la chiusura, stagionale o per lavori, di quelle al chiuso hanno sollevato numerose polemiche da parte dei cittadini. Si è creata infatti una situazione che non consente a un numero sufficiente di persone di accedere alle strutture e godere dei servizi.
Come appreso da Fanpage.it, le piscine comunali all'aperto e attive gestite da Milanosport quest'anno sono solo tre: Romano, Sant’Abbondio e Cardellino. Si trovano rispettivamente in via Zanoia, Città Studi; in via Sant'Abbondio nel quartiere Chiesa Rossa e in via del Cardellino a Bisceglie.
A queste si aggiungono anche la piscina Lampugnano, gestita però dalla Federazione Nuoto e la piscina Caimi "Bagni Misteriosi". Quest'ultima è privata con prezzi non per tutti accessibili: giornaliero 25 euro intero e 20 euro ridotto; mezza giornata (mattina o pomeriggio): 15 euro intero e 12 euro ridotto.
Le piscine comunali all'aperto di Lodi
A Lodi per esempio, comune di circa 46mila abitanti ha due piscine comunali all'aperto funzionanti. Più una terza appena fuori città. In totale tre. Tante quante quelle di Milano, città però con 1,36 milioni di abitanti circa.
Si tratta del Centro Sportivo Faustina (Sporting Lodi), principale centro natatorio di Lodi. Oltre all'impianto coperto, dispone di un'ampia vasca estiva con solarium, scivoli e prato. L'altra è la Piscina Parco Belgiardino, che si trova all'interno del Parco Belgiardino, lungo il fiume Adda, ed è lo storico impianto estivo della città all'aperto.
La terza si trova ad appena 6 km a sud della città ed è la piscina del Centro Sportivo La Pergola. Oltre alla piscina qui sono presenti anche spazi verdi, zona sabbia e campi da padel.
Le tariffe di ingresso si aggirano, per tutte e tre i centri, intorno ai 5-6 euro a persona.
Le piscine comunali all'aperto di Brescia
Nel comune di Brescia – con oltre 200mila abitanti – risultano invece ben 10 piscine all'aperto funzionanti, di cui quattro a gestione comunale: Viale Piave, Mompiano, Lamarmora e San Filippo.
Il Centro Natatorio Viale Piave in particolare è uno dei punti di riferimento storici del nuoto bresciano, situato proprio nella zona centrale della città. Mentre il Centro Natatorio Mompiano si trova in via dello Stadio 20, nel quartiere Mompiano a nord di Brescia. È l'altro centro natatorio più importante della città, con vasca scoperta olimpionica utilizzata per gare regionali e nazionali.
La Piscina Lamarmora si trova nel quartiere Lamarmora, uno dei più popolosi di Brescia. È l'impianto natatorio di riferimento per tutta la zona centro-sud della città, con vasche scoperte aperte in estate. Infine, c'è il Centro Sportivo San Filippo si trova a nord della città. La struttura è un impianto di base frequentato dai residenti del quartiere.
Piscine comunali all'aperto in Monza e Brianza
A Monza, comune con oltre 123mila abitanti, ci sono tre piscine comunali con spazi all'aperto: il Centro Sportivo Triante, il Centro Natatorio Pia Grande e il Centro Sportivo NEI. In queste strutture gli over 67 residenti a Monza potranno accedere gratuitamente, per tutto il mese di agosto.
Piscine comunali all'aperto a Como
A Como invece c'è una sola piscina comunale con vasca all'aperto attiva nella stagione estiva. Si tratta dell'impianto all'aperto del Centro Sportivo Casate in Via Virgilio 16.
Dalla analisi di Fanpage.it emerge dunque che chi abita a Milano e non può permettersi soggiorni altrove, è costretto ad adeguarsi ai pochi impianti presenti in città oppure oppure ricorrere alle strutture dell'hinterland o addirittura in altre province. Questa è l'ennesima dimostrazione che Milano non è per tutti e continua a respingere i propri abitanti.