A dieci giorni dall'avvio della campagna di vaccinazioni per gli over 80 in Lombardia hanno aderito 543.477 persone su una platea di 720mila in questa fascia di età. Un risultato significativo, che denota un grande desiderio di ricevere l'immunizzazione da parte degli anziani lombardi. Un risultato che è frutto della consapevolezza maturata nella regione italiana più colpita dal Coronavirus con oltre 28mila morti.

Ma a un livello di adesione così alto non corrisponde, al momento, una altrettanto elevata capacità di somministrare le dosi disponibili. Nella giornata di ieri, domenica 28 febbraio, hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti-Covid nell'ambito della fase ‘1 ter' 3.753 anziani a cui si aggiungono i 38 che hanno ricevuto la seconda dose. Dall'inizio della campagna sono state somministrate complessivamente 61.615 dosi agli over 80.

Perché le vaccinazioni agli anziani lombardi viaggiano a un ritmo rallentato (circa 6mila al giorno) a fronte di adesioni così alte? Il principale problema, che affligge tutti i paesi europei, è quello della scarsità di dosi a disposizione. In attesa di sapere se la strategia nazionale virerà sull'utilizzo di una sola dose per paziente, è necessario tenere le scorte per le seconde dosi. Inoltre per gli ultraottantenni non è possibile utilizzare il vaccino di AstraZeneca. Le prenotazioni vengono quindi scaglionate in base alla disponibilità di vaccini.

Per questo ritardo nelle prenotazioni, ai molti che hanno aderito attraverso il portale regionale, la farmacia o il medico di base senza ricevere ancora data e ora dell'appuntamento, la Regione Lombardia ha inviato un sms di scuse. "Cara cittadina caro cittadino, siamo consapevoli che il tuo appuntamento per la vaccinazione anti-Covid, a causa delle consegne ridotte, sta subendo dei ritardi. Faremo il possibile per assicurarti quanto prima la convocazione, intanto scusaci per l’inconveniente, sappi che la tua salute è la nostra priorità".

Le prenotazioni vengono comunicate mano a mano in base alla disponibilità di dosi, ma i numeri sono impietosi: per vaccinare tutti i prenotati (finora, ma l'auspicio è che aumentino fino a coprire tutto il target) al ritmo tenuto nei primi dieci giorni ci vorrebbero 90 giorni. Arrivando in questo modo ben oltre i termini previsti dal piano regionale, che poneva come scadenza la fine di marzo.