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Percepiscono l’assegno di inclusione, ma sono stati condannati per mafia: denunciati per frode

Una coppia è stata denunciata per frode dalla guardia di finanza di Gallarate (Varese) insieme ad altre sei persone. I due coniugi avrebbero presentato richiesta per sussidi dello Stato, omettendo però di essere stati già condannati per associazione di tipo mafioso.
A cura di Enrico Spaccini
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La guardia di finanza della Compagnia di Gallarate (in provincia di Varese) ha denunciato otto persone per frode per una cifra complessiva pari a circa 140mila euro. Secondo i militari, avrebbero percepito il reddito di cittadinanza o l'assegno di inclusione senza averne diritto. Tra questi, spicca il caso di una coppia che nella domanda aveva omesso di dichiarare di essere stata già condannata per associazione di tipo mafioso.

Il raggiro più comune in questi casi consiste nell'omettere di indicare che il richiedente svolge già un'attività lavorativa, sia essa regolare o in nero. È accaduto, per esempio, a un parrucchiere che lavora a Varese, ma anche a un dipendente di un esercizio commerciale di Gallarate scoperto mentre gli investigatori stavano indagando sul presunto sommerso del negozio.

Altri quattro beneficiari, invece, avevano dichiarato di non possedere un adeguato patrimonio, quando in realtà non sarebbe vero. Uno di questi riceveva bonifici regolari dall'estero, a volte con somme pari a 90mila euro in un'unica operazione. Un altro, un cittadino marocchino, risultava nullatenente, ma poi avrebbe speso 13mila euro per svolgere un pellegrinaggio religioso. Due coniugi residenti a Gallarate, inoltre, avevano dichiarato di vivere in Italia da almeno cinque anni (che è condizione necessaria per accedere ai sussidi), quando in realtà sono arrivati solo nel 2023.

Tra tutte queste presunte frodi ai danni dello Stato, particolare attenzione merita il caso di una coppia che nelle domande presentate aveva omesso di riportare di essere stata già condannata per associazione di tipo mafioso. Inoltre la donna, di origine rumena, avrebbe utilizzato anche un alias collegato a un secondo codice fiscale riuscendo, così, a presentare due richieste di assegno di inclusione. Le otto persone sono state segnalate alla Procura di Busto Arsizio per frode, mentre l'Inps ha avviato le procedure di revoca o decadenza dei benefici.

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