Omicidio di Roberto “Rambo” Bolzoni trovato morto in auto a Lodi: zio e nipote condannati a 30 e 18 anni
Zio e nipote, Roberto Zuccotti e Andrea Gianì, sono stati condannati a 30 e 18 anni di carcere per l'omicidio di Roberto Bolzoni, 60enne di Lodi. Per la corte d'Assise di Milano sono stati loro a uccidere con 35 coltellate la sera di domenica 16 febbraio dello scorso anno Bolzoni ritrovato senza vita dalla moglie due giorni dopo nella loro auto parcheggiata in piazza Omegna, a due strade di distanza dalla loro abitazione.
La sentenza di condanna è arrivata oggi, mercoledì 28 ottobre. Proprio come aveva chiesto la procura, sono stati dati 30 anni al 51enne Roberto Zuccotti e a 18 anni per suo nipote, il trentenne Andrea Gianì, a cui sono state riconosciute le attenuanti generiche. Zio e nipote erano amici di Bolzoni e con lui giocavano nella sala Snai. L'avevano fatto anche il 16 febbraio, nel pomeriggio, poi dopo cena secondo l'accusa erano ancora usciti insieme, sull'auto del 60enne, fino all'improvviso raptus omicida seguito dal furto di monili in oro, telefono e portafogli. Secondo i difensori, si è trattato di un processo indiziario. Le motivazioni tra 60 giorni. Alla vedova e alla sorella di Bolzoni sono stati riconosciuti risarcimento e provvisionale.
Come ricostruito nel corso delle indagini – condotte dai carabinieri di Lodi su coordinamento della Procura – Bolzoni, da tempo disoccupato, viveva di sussidi e frequentava quotidianamente i bar della zona, tra cui un centro scommesse poco lontano dalla sua abitazione nel quartiere San Fereolo. "Lui non aveva problemi con nessuno", aveva assicurato in fase di indagini la sorella Iolanda Bolzoni. "Era un tipo tranquillo, veniva nel bar a giocare a carte", racconta invece il gestore di un locale a Lodi Vecchio che Bolzoni frequentava. "Nessuno di noi riesce a capacitarsi del fatto che possa essere stato ucciso". "Lo conoscevo molto bene Roberto", ha spiegato ancora una vicina di casa. "Era un brav'uomo, l'ultima volta che l'ho visto mi ha aiutata con la spesa sul pianerottolo, ma non avevo notato nulla di diverso dal solito, sempre allegro e scherzoso, in giro con il suo cane Messi".