Nuovo sversamento nel Naviglio milanese, il gruppo Cap: “È un’azione dolosa”
A una settimana di distanza dal ritrovamento della macchia di idrocarburi che ha attraversato il Naviglio Grande fino alla Darsena di Milano, si è verificato un nuovo sversamento nei pressi di Cascinazza, a Robecco sul Naviglio. Secondo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico nella città, l'azione sarebbe dolosa.
I tecnici della società sono intervenuti per supportare le attività di contenimento e gli accertamenti delle autorità. Al momento, però, non è ancora possibile stabilire con certezza da dove siano arrivate le sostanze né con quali modalità siano state immesse nella rete. Cap ha definito l'episodio "esterno e non prevedibile" e ha assicurato che i flussi verrebbero monitorati costantemente.
Il primo sversamento nel Naviglio
Il nuovo episodio riporta inevitabilmente alla maxi-emergenza ambientale che si è verificata lo scorso 4 settembre quando una grande chiazza oleosa, riconducibile secondo i primi riscontri a gasolio e oli minerali esausti, si è propagata per circa 28 chilometri nel canale, partendo dall'area di Magenta e arrivando fino a Milano. L'inquinamento era emerso nell'ambito di lavori programmati sulla rete fognaria e la sostanza, attraverso il sistema idrico, aveva raggiunto il Naviglio Grande, estendendosi poi verso valle.
Sull'accaduto la procura ha aperto un fascicolo per inquinamento delle acque. L'indagine, a carico di ignoti, è coordinata dalla pm Giulia Floris con la supervisione del procuratore Marcello Viola. Intanto, il 7 settembre scorso, i tecnici di Cap hanno avviato un'ispezione dei condotti della rete fognaria di Magenta, nel tentativo di individuare con precisione il punto in cui la sostanza oleosa sarebbe stata immessa nelle fognature. Infine, nonostante lo scorso 11 settembre le barriere che isolavano il Naviglio siano state tolte, la navigazione sulle acque del canale rimane vietata in via precauzionale.