Sversamento nel Naviglio Grande a Milano, si cerca l’origine della macchia: al via le videoispezioni

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Le acque del Naviglio Grande (foto da Facebook – Marco Granelli)
Si cerca l’origine dello sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande: al via le videoispezioni nelle fogne di Magenta. L’assessore alla Protezione civile e alla Cura del territorio di Milano, Marco Granelli, ha attaccato la Regione: “Assente”.

A tre giorni dalla comparsa della lunga scia di idrocarburi che lo scorso 4 settembre ha attraversato il Naviglio Grande fino alla Darsena di Milano, l'emergenza ambientale entra in una nuova fase: quella delle indagini per capire da dove sia partito lo sversamento e, soprattutto, chi lo abbia provocato. Per farlo, da questa mattina, lunedì 7 settembre, i tecnici di Gruppo CAP sono al lavoro sulla rete fognaria di Magenta con un'ispezione dei condotti, nel tentativo di individuare con precisione il punto in cui la sostanza oleosa sarebbe stata immessa nelle fognature.

Parallelamente, sul fronte istituzionale, c'è tensione tra gli enti coinvolti. L'assessore alla Protezione civile e alla Cura del territorio del Comune di Milano, Marco Granelli, ha chiesto, infatti, un maggiore impegno alla Regione, proprietaria del sistema dei Navigli, definendola di fatto "assente" e sollecitando la costruzione di un vero piano di emergenza per affrontare episodi simili.

Gli accertamenti

L'obiettivo degli accertamenti è ricostruire a ritroso il percorso seguito dagli idrocarburi. La sostanza, probabilmente gasolio o comunque un prodotto oleoso, era stata individuata venerdì pomeriggio nella zona di Ponte Vecchio, frazione di Magenta. Da lì, trasportata dalla corrente, la macchia ha percorso circa 28 chilometri, arrivando fino alla Darsena di Milano.

Durante alcuni interventi di manutenzione della rete fognaria, gli operatori di CAP si erano accorti della presenza dell'inquinante e avevano iniziato a risalire il corso della contaminazione. I primi rilievi avrebbero già permesso di restringere il campo. A monte di un tombino individuato lungo il percorso, i canali risultano puliti; a valle, invece, compare la sostanza contaminante. Resta ora da stabilire quale delle diramazioni della rete, in prossimità della griglia già individuata, abbia convogliato gli idrocarburi nel sistema fognario. Una volta identificato il punto esatto, gli investigatori potranno concentrarsi anche sull'eventuale presenza di telecamere di sorveglianza nella zona e ricostruire chi possa aver effettuato lo scarico. La pista che prende sempre più consistenza è, però, quella di uno sversamento provocato dall'uomo, eventualmente riconducibile a uno smaltimento illecito di rifiuti industriali. Al momento, tuttavia, non ci sono responsabilità accertate. A fare chiarezza dovranno essere gli accertamenti tecnici e quelli della procura di Milano che avrebbe già aperto un fascicolo per inquinamento ambientale, nell'ambito del quale dovrà essere stabilito anche se l'eventuale condotta sia stata dolosa o colposa.

Nel frattempo, la situazione lungo il Naviglio Grande appare in miglioramento. I pannelli assorbenti installati nei giorni scorsi sono stati sostituiti con nuovi dispositivi e continuano a essere utilizzati per intercettare i residui presenti nell'acqua. Il tratto più problematico rimane, però, quello di Robecco, in corrispondenza della Roggia Soncina, dove si è concentrata parte del materiale raccolto durante la prima fase delle operazioni e che ora deve essere smaltito. La roggia è stata chiusa, ma infiltrazioni e ristagni d'acqua continuano a provocare cattivi odori. Per questo Città metropolitana e Consorzio Villoresi hanno deciso di anticipare la bonifica della Soncina. I lavori dureranno diversi giorni e prevedono l'impiego di pannelli e cuscini assorbenti insieme alla pulizia delle rive.

La prima fase dell'intervento ha comunque già dato la misura delle dimensioni dello sversamento: dalle acque del Naviglio sono state aspirati circa 120 metri cubi di liquido contaminato che dovrà essere trasportato e trattato come rifiuto, con un costo da migliaia di euro. A farsi carico della spesa sarà la Regione, competente sulla materia delle acque e proprietaria del sistema dei Navigli. Ed è proprio sul ruolo della Regione che Granelli ha puntato il dito. L'assessore milanese ha sottolineato la necessità di "imparare" da quanto accaduto e ha chiesto che Regione, Consorzio Villoresi e CAP lavorino insieme per definire un piano di emergenza condiviso, con procedure, tecnologie, formazione e modalità di intervento più rapide.

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