Sversamento nel Naviglio Grande, rimosse 500 tonnellate di rifiuti: si indaga sull’ipotesi dell’azione dolosa

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I vigili del fuoco al lavoro sul Naviglio Grande
Oggi, 8 settembre, è stata avviata la seconda fase di pulizia del Naviglio Grande dopo lo sversamento di venerdì 4 settembre. “Danni non irreversibili”, ha dichiarato il direttore generale del Parco del Ticino Claudio De Paola a Fanpage.it: “Probabilmente è stata azione dolosa”.

Una scia d'inquinamento lunga 28 chilometri, chiazze scure che affioravano da Magenta fino alla Darsena di Milano. Poi anche danni agli animali e alla biodiversità. Lo sversamento di venerdì 4 settembre nel Naviglio Grande ha causato diversi problemi alla flora e alla fauna, e la fase acuta d'emergenza è finita sabato pomeriggio. Ma gli effetti inquinanti non sono stati ancora smaltiti del tutto.

La situazione però sembra essere sotto controllo: oggi, 8 settembre, Ecoroe ha avviato un'altra fase di intervento emergenziale. L'obiettivo? Separare l'acqua dagli idrocarburi. Quasi 40 mezzi sono impegnati nell'emergenza e circa 500 tonnellate di rifiuti sono già state smaltite.

Le indagini sulle cause sono ancora in corso. Claudio De Paola, direttore generale del Parco del Ticino, ha dichiarato a Fanpage.it che "molto probabilmente si è trattato di un'azione con matrice dolosa".

La pulizia del corso d'acqua

L'azienda lombarda ha iniziato con la messa in sicurezza e la pulizia del corso d'acqua: l'allarme per la fuoriuscita di sostanze oleose è stato subito arginato con l'installazione di panne drenanti e dighe galleggianti che arginassero le chiazze oleose.

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Le acque del Naviglio Grande (foto da Facebook – Marco Granelli)

L'intervento ha coinvolto diverse zone tra cui Abbiategrasso, Corsico e Buccinasco, fino alla Darsena di Milano. "La natura dei liquidi è ancora ignota, stiamo lavorando insieme all'Arpa per capire di quali sostanze si tratti. Sono in corso delle verifiche chimiche". Così Simone Gelli, vicesindaco di Magenta a Fanpage.it, che poi ha continuato: "Dopo i campionamenti trasmetteremo le informazioni agli inquirenti, per ora siamo ancora in fase di verifica e raccolta degli elementi probatori".

Per quanto riguarda luogo, cause e spostamenti di un'eventuale azione deliberata aggiunge: "Stiamo valutando le variabili temporali per capire da dove è partito lo sversamento. I comandi di polizia locale di 14 comuni sono al lavoro, e in questo momento stiamo verificando se dalle telecamere è possibile individuare passaggi nella zona di autobotti sospetti".

I danni alla flora e alla fauna

Anche De Paola, direttore generale del Parco del Ticino, fa sapere a Fanpage.it che sono in azione diversi servizi per la pulizia del territorio: "Gli operai del Cap stanno ispezionando tutti gli impianti ed è in corso una manutenzione straordinaria. I controlli vengono fatti anche con dei piccoli robot". Intanto la Procura di Milano ha avviato un'indagine per individuare i responsabili dello sversamento.

Anche se non c'è ancora la certezza – continua De Paola –  "molto probabilmente si è trattato di un'azione con matrice dolosa. Il Consorzio Est Ticino Villoresi ci riporta che dopo i controlli la fauna ittica non è compromessa. Non ci sono danni gravi e permanenti". Se a Magenta – da cui dovrebbe essere partito lo sversamento – la situazione è completamente rientrata, a Milano invece "siamo in fase di miglioramento, ma ci vorrà del tempo", ha spiegato.

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Per quanto riguarda gli animali, "alcuni hanno subito dei danni", ci fa sapere. "C'erano degli uccelli contaminati, imbrattati di sostanze oleose e a rischio vita. Una tortora e un cigno sono arrivati in condizioni critiche, ma dopo non ci sono stati sottoposti casi simili".

Il recupero dei liquidi

Una volta raccolti, i liquidi non verranno semplicemente smaltiti. Saranno recuperati. La piattaforma proprietaria di Ercode utilizzerà infatti degli impianti che permettono di separare l'acqua dagli idrocarburi, con l'obiettivo di valorizzare entrambe le componenti in maniera efficiente.

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