Mosaico restaurato del toro: “I testicoli ci sono ma hanno un colore più chiaro, fedele all’originale”

"E come previsto il mosaico del toro è tornato in Galleria Vittorio Emanuele, completamente restaurato. Complimenti al nostro artigiano per il lavoro di restauro del mosaico", ha scritto sui propri social Marco Granelli, l'assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile del Comune di Milano. Un post che non è di certo passato inosservato. Sono stati infatti numerosissimi i commenti e le reazioni da parte degli utenti che hanno, ironicamente, fatto notare come ora, a lavori finiti, più che un toro sembri un bue in quanto sembrano mancare del tutto i testicoli, ben visibili invece nella versione precedente.
Come spiegato a Fanpage.it fonti vicine all'assessore Granelli, al mosaico ha messo mano lo stesso artigiano che aveva già curato il restauro nel 2017, Gianluca Galli. Il restauro di oggi, come riferito, rispecchierebbe fedelmente la versione originale, e sarebbero stati riportati gli stessi colori chiari presenti prima del ritocco del 2017, anno in cui invece si era deciso di evidenziare i testicoli del toro con un rosso leggermente più intenso e quindi più visibile. Ma oggi tutto è tornato allo "status quo ante". Al momento la stabilizzazione del colore dato è ancora in corso, quindi prima di commentare occorre attendere la versione definitiva. In generale si tratterebbe solo di "sfumature".

Il restauro del mosaico del toro era necessario, specialmente nella parte dedicata ai testicoli, consumati e quasi del tutto scomparsi per via dell'usanza che prevede di ruotare il tallone proprio sui testicoli del toro. Una tradizione questa molto antica che risale alla costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II, quando Torino era ancora la capitale del Regno d’Italia. Il toro rappresenta infatti il capoluogo piemontese e il gesto di compiere tre giri su sé stessi facendo ruotare il tallone destro sulle parti intime dell'animale sarebbe una sorta di presa in giro verso i reali.
Inizialmente si era soliti far ruotare il tallone sui testicoli del toro solo tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, tra la fine di un anno e l'inizio di quello nuovo. Poi però il gesto è diventato di moda, si è diffuso e si è iniziato a praticarlo anche tutti gli altri giorni dai numerosissimi turisti di passaggio come una sorta di "porta fortuna" o buon auspicio.