Il Tempio del Futuro Perduto a Milano chiede al Comune di restare per 99 anni alla Fabbrica del Vapore

Il centro sociale Tempio del Futuro Perduto, che si trova lungo via Luigi Nono a Milano, ha chiesto al Comune di riconoscere un diritto di superficie fino al 2125. Ha infatti depositato una manifestazione di interesse per il lotto 10 della Fabbrica del Vapore – dove è attivo dal 2018 – per poter avviare un dibattito nazionale ed europeo sulle "sulle pratiche più innovative per garantire futuro e stabilità agli spazi culturali indipendenti e costruire così valore pubblico attraverso le generazioni".
Il progetto si chiama "Tempio 2125" e ha l'obiettivo di aprire un dibattito nazionale ed europeo sulle pratiche per garantire futuro e stabilità agli spazi culturali indipendenti. Il primo passo sarà Milano Futura 2125 che consiste in tre giorni di eventi gratuiti e aperti al pubblico. La rassegna inizia oggi, venerdì 22 maggio, e durerà fino a domenica 24 maggio. Gli eventi – che saranno soprattutto talk, forum, attività artistiche, workshop, laboratori, perfomance e clubbing serale – si svolgeranno negli spazi del Tempio.
Sabato 23 maggio alle 20 ci sarà, per esempio, l'International Culture Spaces, Club&Rave Forum. Domenica 24 maggio alle 15, invece, ci sarà una tavola rotonda con Lo Stato dei Luoghi, il Base, il Nama e Scomodo.
“L’aumento dei costi immobiliari, le gentrificazioni forzate, la trasformazione delle città in ecosistemi sempre più commerciali e turistici e la precarizzazione degli spazi creativi senza visioni di lungo periodo stanno rendendo sempre più difficile l’esistenza di luoghi culturali autonomi in tutta Europa. In questo contesto, ci siamo chiesti: perché i luoghi del potere e dell’amministrazione durano secoli, a prescindere da chi li occupa, mentre quelli culturali sono spesso fragili e instabili? Perché non provare a immaginare e sperimentare oggi uno spazio culturale indipendente capace di durare 100 anni, evolvere e rimanere accessibile attraverso le generazioni? Tempio 2125 non si propone come soluzione definitiva, ma come esperimento culturale, civico e politico concreto, aperto a chiunque condivida questa visione e desideri contribuire", ha spiegato la presidente del Tempio del Futuro Perduto, Silvia Fontana.