Sono cinque le persone finite in manette al culmine di un'indagine portata avanti dagli agenti della polizia di Stato di Milano e coordinata dalla Procura della Repubblica, su una rapina avvenuta nel maggio 2019: cinque le persone ritenute responsabili del furto ai danni di un commerciante.

Secondo quanto emerso dalle indagini i rapinatori si sarebbero finti poliziotti e, indossando divise e pettorine in dotazione agli agenti, si sono resi responsabili nel maggio del 2019 di una violenta rapina in appartamento di un commerciante di gioielli e preziosi di origini indiane e di due suoi collaboratori. Rapina che ha fruttato loro complessivamente più di 50.000 euro. Per questo gli agenti hanno eseguito alle prime ore di questa mattina a Milano un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei cinque rapinatori che avevano dato vita a un vero e proprio gruppo criminale strutturato per organizzare la rapina ai danni di un rappresentante di gioielli di origine indiana.

L'uomo era a Milano in compagnia dei suoi collaboratori per trascorrere alcuni giorni in città evidentemente per lavoro: è così che i rapinatori che avevano preso di mira il rappresentante di gioielli si sono presentati di primissima mattinata nell'appartamento dove soggiornava il rappresentante di gioielli, indossando uniformi d'ordinanza e pettorine della polizia e simulando un controllo. Dopo essersi introdotti nell'appartamento armati di pistola, hanno legato con fascette da elettricista e nastro adesivo le vittime, colpendo il rappresentante alla testa con un pugno, derubandolo e fuggendo poi con gioielli, orologi e denaro contante, a bordo di un furgone rubato.