Doveva essere il primo giorno di riapertura dopo la zona rossa natalizia. Invece la città si è trovata paralizzata dalla neve. All'indomani della nevicata su Milano – una ventina di centimetri caduti in poche ore sono bastati a mandare in tilt la circolazione stradale e scatenare le polemiche – ora a preoccupare è il brusco calo delle temperature, con minime crollate fino a meno 8 gradi, che posta l'attenzione sul rischio ghiaccio.

Anche se ha smesso di nevicare attorno alle 12 di lunedì, la situazione sulla strade milanesi, infatti, è tutt'altro che risolta. Dopo i ritardi nella pulizia delle strade e dei marciapiede segnalati per tutta la giornata del 28 dicembre, con accuse al sindaco Sala da parte delle opposizioni, c'è ancora molta neve sulle carreggiate. Pressata dalle ruote delle automobili, con il calo della colonnina di mercurio rischia di trasformare le vie in piste di pattinaggio. Con relativi rischi di incidenti per gli automobilisti e di cadute per i passanti.

La neve caduta nella notte tra domenica e lunedì in altre epoche non avrebbe rappresentato un evento eccezionale. Un tempo era normale che a Milano cadessero quindici o venti centimetri di neve in una notte. E siamo ben lontani dalla nevicata da record del 1985. Eppure negli ultimi anni nel capoluogo lombardo così tanta neve non si era più vista. Anche per questo, qualcosa non ha funzionato nella gestione dei mezzi spargisale e nella pulizia delle strade. Palazzo Marino ha comunicato di aver impiegato duecento tra mezzi spargisale e spazzaneve e 800 operatori.

Ci sono poi i danni e i disagi provocati dagli alberi caduti a causa del maltempo. In via Sanzio due piante hanno ceduto provocando il crollo dei tralicci del tram, che hanno colpito una donna che attraversava la strada proprio in quel momento ferendola alle gambe e provocandole anche un trauma cranico.