Martina, la specializzanda sarda in attesa dell’esito del concorso
in foto: Martina, la specializzanda sarda in attesa dell’esito del concorso

Sono circa 14.400 i medici in attesa di poter accedere ai corsi di specializzazione previsti dal concorso 2020 svoltosi a settembre. Ragazze e ragazzi, laureati in Medicina, che da mesi sperano di poter entrare negli ospedali e fare la loro parte soprattutto in questo periodo in cui molte strutture italiane sono sotto pressione e reclamano a gran voce medici. Tra loro c'è Martina, originaria della Sardegna, che a Fanpage.it ha raccontato di voler prendere presto servizio in una delle regioni più colpite da questa nuova ondata di contagi da Coronavirus, la Lombardia: "Se tutto andrà bene accadrà il 30 dicembre. La burocrazia purtroppo è molto lenta. Al momento quindi sono bloccata qui nella mia Regione e come me tanti altri ragazzi non sanno cosa fare e come organizzarsi".

I ricorsi e le scadenze che rallentano la presa in servizio negli ospedali

Martina potrebbe infatti lavorare negli studi dei medici di famiglia della sua Regione: “L’unico problema è che poi se dovesse sbloccarsi la situazione potrei partire da un momento all’altro e quindi non poter essere d’aiuto nemmeno per i sanitari della mia Regione. Sono in una fase di stallo dove mi sento bloccata e dove non posso essere d’aiuto né qui né lì”. Quello dei ricorsi è un problema storico che quest'anno però ha visto un aumento di richieste tale da costringere i Tar a bloccare la graduatoria per valutarne la legittimità. Prima dei ricorsi, i vincitori del concorso per specializzandi avrebbero potuto inserire le scelte già dopo il 5 ottobre. Adesso dovranno attendere fino al 23 novembre. Dopodiché avranno tempo dal 23 al 27 per poterle inserire: "Il 30 novembre teoricamente dovrebbe essere pubblicata la graduatoria con le assegnazioni. Tra l'1 e il 9 dicembre avremo tempo per immatricolarci e poi dal 16 dicembre partiranno le assegnazioni straordinarie per coloro che sono entrati con riserva. La presa in servizio quindi non avverrà prima del 30 dicembre". Un accumulo di date e scadenze che però non danno né a Martina né agli altri ragazzi la sicurezza di poter essere già operativi negli ospedali prima di gennaio: "Nessuno è sicuro di queste date. Potrebbe ancora slittare tutto. A me piacerebbe spostarmi in una zona rossa, ma quando potrò realmente farlo? Noi vogliamo che ci diano la possibilità di poter dare una mano".

Il sovraccarico di lavoro negli ospedali

E se da un lato, gli specializzandi di primo anno reclamano i loro posti in ospedale dall'altro ci sono quelli con qualche anno in più di esperienza che – oberati di lavoro e turni massacranti – chiedono di poter smaltire il lavoro e rendere questi ragazzi operativi. Nonostante la loro inesperienza infatti averli in squadra significherebbe infatti sgravare di alcuni compiti i colleghi più esperti: "Per noi è proprio un problema – spiega a Fanpage.it Emanuele specializzando all'ospedale San Gerardo di Monza – che va avanti da tanto tempo. Nessuno ha mai iniziato nello stesso periodo: alcuni a novembre e altri a gennaio, è storico che il ministero abbia problemi di organizzazione. Adesso però è più importante avere nuovo personale”. Nel reparto di Emanuele infatti alcuni colleghi hanno contratto il Coronavirus e avere specializzandi aiuterebbe a smaltire il lavoro: “Noi adesso ci ritroviamo da una parte ad avere quelli del quarto anno che hanno finito il loro iter e sono diventati specialisti, dall'altra a essere senza specializzandi del primo anno che quando arriveranno dovranno essere formati. Si innestano quindi tutta una serie di criticità: Nel mio reparto fino a qualche giorno fa eravamo in cinque a dividerci tutto il lavoro. Per questo spero che gli specializzandi di primo riescano a iniziare a gennaio. Purtroppo però non ci credo tantissimo”.