La vetreria Maccarinelli licenzia i suoi dipendenti via Whatsapp: “Lasciata a casa con un messaggio”

Sono 7 i lavoratori della Vetreria Maccarinelli, storica azienda di Travagliato (Brescia), licenziati con un messaggio su Whatsapp, dopo la decisione improvvisa della proprietà di cessare l’attività.
"Alle 7.30 del mattino del 10 marzo mi è arrivato un messaggio dall'azienda con la fotografia della mia lettera di licenziamento. Ho avuto quasi un mancamento. Non sapevo cosa fare, così ho chiamato alcuni miei colleghi per confrontarmi e ho scoperto che lo stesso messaggio era arrivato anche a loro. Nessuno si aspettava una cosa del genere", ha detto a Fanpage.it Maria Cascone, 37 anni, operaia dipendente della Maccarinelli.
"In azienda mi occupo di assemblaggio e controllo qualità da diversi anni. Nell'ultimo periodo si era registrato un leggero calo del lavoro, ma certamente nessuno si aspettava una prossima chiusura dell'azienda, che è avvenuta ufficialmente l'11 marzo, il giorno successivo al nostro licenziamento", ha detto ancora Maria Cascone a Fanpage.it.
"Fino al giorno precedente alla lettera di licenziamento, abbiamo lavorato tutti regolarmente. Io per esempio ho lavorato 9 ore, incluso lo straordinario", ha concluso Maria.
La modalità di licenziamento scelta dall'azienda è stata definita dalle organizzazioni sindacali come "gravissima e inaccettabile", sia sul piano industriale che umano. Non solo: i sindacati sottolineano che nel corso del 2025 erano stati effettuati nuovi investimenti e a febbraio non era stato attivato alcun ammortizzatore sociale né avviato un confronto sindacale che facesse ipotizzare la chiusura.
Un altro dipendente licenziato, di 43 anni e addetto al taglio, contattato da Fanpage.it ha raccontato di aver lavorato alla Maccarinelli per 15 anni: "È stato un fulmine a ciel sereno quello che è accaduto. Non avrei mai immaginato. Dopo tanti anni di lavoro, essere licenziati dall'oggi al domani e per di più per messaggio ti lascia davvero senza parole".
Dopo aver comunicato un giorno di ferie per calo produttivo, la proprietà – nella persona della titolare Francesca Maccarinelli – è sparita nel silenzio totale, non rispondendo più né alle maestranze né ai rappresentanti sindacali, come ha scritto il sindacato Uiltec Brescia in una nota diffusa.
"Parliamo di persone – evidenzia il sindacalista Andrea Cassago (Uiltec Brescia) – che hanno dedicato oltre 25 anni di servizio a questa vetreria, sostenendola anche nei momenti più difficili. Oggi queste stesse persone sono trattate come numeri, liquidate con un messaggio senza nemmeno il coraggio di essere guardate negli occhi. Il lavoro non è una "variabile da spegnere con un clic". Dietro ogni licenziamento ci sono famiglie e vite intere dedicate all'impresa che non possono essere cancellate nell'indifferenza".
Il sindacato chiede ora una chiarezza assoluta su quanto accaduto e sulle reali motivazioni della cessazione insieme a responsabilità e rispetto per chi ha costruito la storia dell’azienda.
"Siamo pronti a fornire tutta la tutela legale verso i lavoratori – ha concluso Cassago – valutando tutte le azioni necessarie, sia sindacali che legali, per proteggere i lavoratori e le loro famiglie".
Le dichiarazioni dell'azienda
L'azienda ha spiegato che "ha dovuto procedere al licenziamento dei dipendenti a causa della cessazione e dismissione totale dell'attività imprenditoriale, con chiusura dell'intero processo produttivo e soppressione dell'attività svolta dai lavoratori licenziati". Ha poi aggiunto che i dipendenti licenziati sono otto: "Il licenziamento è stato validamente trasmesso con tre contemporanee, diverse ed equivalenti modalità" e cioè con "lettera raccomandata spedita in data 10.03.2026 alle ore 18.15 circa" e ancora "lettera tramite messaggiastica whatsapp il 11.03.2026, dalle ore 7.30 alle ore 7.40 circa" e infine "lettera inviata a mezzo mail il 11.03.2026 verso le ore 7.45".
Ha poi spiegato che le modalità di comunicazione utilizzate sono "certamente valide e legali, come stabilito dalla giurisprudenza". Ha precisato che "è falso che Vetrerie Maccarinelli abbia inviato un semplice messaggio WhatsApp ai dipendenti, il giorno 11.03.2026 con scritto "licenziato": il licenziamento è stato comunicato con le tre modalità sopra indicate".
Ha poi sottolineato che "come ben noto al sindacato, l'utilizzo di WhatsApp per le comunicazioni era il mezzo normalmente usato dai dipendenti, che hanno sempre comunicato con Vetrerie Maccarinelli a mezzo WhatsApp/e-mail per avvisare il datore di lavoro, anche il giorno stesso, circa le loro assenze per malattia o per motivi personali, chiedere permessi/ferie, scrivendo a tutte le ore del giorno e della notte (anche alle ore 2 o alle ore 4 del mattino e alle 23 della sera)".
Ha poi precisato che non è vero che tutti i dipendenti "avrebbero lavorato il giorno 10/03/2026 per l'intera giornata ed eseguito addirittura straordinari: un dipendente era da alcuni giorni assente perché in malattia, un dipendente era assente l'intera mattina perché aveva preso un permesso; un dipendente aveva chiesto di poter fare orario continuato per il periodo di preghiera e un dipendente stava rientrando in azienda perché impegnato nelle consegne".
L'azienda, rivolgendosi al sindacato, ha ricordato che in passato è sempre stata disponibile con i propri dipendenti "acconsentendo a permessi richiesti anche per il giorno stesso, a cambiamenti di orari di lavoro per anticipare l'uscita ad alcuni dipendenti per motivi personali dovuti a difficoltà di trasporto o per pratiche religiose".
Ha poi aggiunto che nonostante l'azienda non fosse tenuta "all'anticipazione parziale del trattamento di fine rapporto per carenza dei requisiti di legge (mancanza degli anni di anzianità ovvero motivazioni non previste dalla legge) ha accordato e anticipato una parte consistente del Tfr ad alcuni dipendenti per poter avere liquidità al momento del rientro nel Paese d'origine durante il periodo estivo, per motivi familiari o per pagare la manutenzione della casa".
Ha poi specificato che non è vero che fino al giorno precedente il licenziamento "nulla avrebbe fatto presagire il licenziamento dei dipendenti: nel corso dell'anno 2025 erano stati esposti al sindacato, nella persona di Cassago Andrea, i segnali di crisi a causa del calo delle commesse per la fine del super bonus 110 per cento e della crisi nell'industria manifatturiera. Nel mese di novembre 2025 si erano svolti incontri con il sindacato dove erano state comunicate le gravi problematiche aziendali e nel mese di gennaio/febbraio 2026 era stato comunicato che la situazione aziendale non era più sostenibile".
Uno dei dipendenti avrebbe inoltre chiesto "informazioni sul preavviso dovuto in caso di dimissioni volontarie". L'azienda ha poi precisato che non è vero che è sparita nel silenzio totale: "In realtà nessuna comunicazione è stata ricevuta dal sindacato e la comunicazione ricevuta dal legale di alcuni dipendenti è stata prontamente riscontrata. Le dichiarazioni rese dal sindacato per mezzo signor Cassago, secondo il quale la legale rappresentante dell'azienda non si sarebbe mai rapportata in modo propositivo e con una visione di prospettiva, sono inveritiere e gravissime, posto che il sindacato era ben consapevole della crisi che stava attraversando l'azienda e che, nonostante ciò, gli stipendi erano sempre stati pagati".
L'azienda ha poi sottolineato di non poter usufruire "né intendeva abusare degli ammortizzatori sociali, non essendovi i presupposti di legge". Ha poi specificato di non aver fatto alcun "investimento per rafforzare la produzione e allargare l'offerta". Non sarebbe poi vero che "i dipendenti licenziati avrebbero dedicato oltre 25 anni di lavoro per la nostra azienda. Ad eccezione di un dipendente che ha lavorato in Vetreria Meccarinelli dall'anno 2002, la maggioranza dei dipendenti è stata assunta da circa tre-cinque anni e un dipendente da meno di un anno".
L'azienda ha poi spiegato di essersi attivata per il pagamento "del ticket di licenziamento", in modo da consentire la procedura per la NaSpi in favore degli ex dipendenti e ha comunicato all'avvocato intervenuto per alcuni di essi la piena disponibilità al pagamento delle competenze maturate, dell'indennità sostitutiva del preavviso, ferie e ratei nonché Tfr".