"Il Pio Albergo Trivulzio, un ente pubblico senza scopo di lucro, ci aumenta del 35 per cento il canone di affitto in piena pandemia, mi pare una follia". È la denuncia a Fanpage.it di Giuseppe Rossetto, portavoce del Comitato inquilini PAT Porta Romana, che riunisce alcune famiglie che vivono in immobili di proprietà dell'ente pubblico, controllato da Comune e Regione, in corso di Porta Romana 116 e 166/1 a Milano.

Canone aumentato durante il Covid: la protesta degli affittuari del Trivulzio

Giuseppe ha scritto una lettera al sindaco Sala e al governatore Fontana per denunciare la situazione di un gruppo di famiglie, da tempo residenti negli stabili di proprietà del Trivulzio. "Vivo in questo palazzo dal 1999. Gli affitti sono sempre stati calcolati secondo le tabelle dell'agenzia del territorio quotazioni immobiliari. Ho sempre pagato quanto previsto a metro quadro", racconta Giuseppe. "Ho avuto un aumento a un canone di 1300 euro al mese 6 anni fa, in linea con quelle indicazioni. Ora è arrivata un'ipotesi rinnovo di affitto per luglio con aumento del 35 per cento. Non solo: chiedono a garanzia un reddito tre volte superiore al canone annuo più le spese".

Una cifra molto alta per i nuclei familiari, alcuni dei quali anche molto anziani, a fronte di una manutenzione della struttura tutt'altro che buona, spiegano gli abitanti. "I palazzi sono vecchi e andrebbero sistemati: ci sono perdite, ascensori che vanno male, pavimenti rotti. L'affitto che chiedono sarebbe proporzionato per un appartamento classe A appena costruito", prosegue il portavoce del Comitato. È nel diritto dell'ente chiedere un aumento dell'affitto al momento del rinnovo del contratto. Tuttavia quella che gli abitanti pongono è una questione di opportunità. Perché alzare gli affitti nel mezzo della crisi economica provocata dal Coronavirus?

"Alzare gli affitti ora non sta né in cielo né in terra"

Il motivo sarebbe nella volontà di creare in quegli stabili "residenze per studenti e lavoratori, in modo da ottenere un rendimento maggiore", spiega Giuseppe. Che non ne fa una questione personale: "Io, mia moglie e il nostro bambino ce ne andremo comunque, mi trasferirò la prossima estate. Ma è una battaglia che faccio con le altre famiglie coinvolte, perché questo aumento di affitto è una follia. Ci siamo fatti carico di fare questa denuncia perché in questo momento storico questo aumento non sta né in cielo né in terra".

La storica azienda milanese che opera nei settori dell’assistenza socio sanitaria per gli anziani e dell’educazione dei minori in difficoltà, è finito negli ultimi mesi al centro delle cronache dopo che il covid ha provocato un gran numero di contagiati e morti nelle sue case di riposo. Ma il Pat non si occupa solo di assistenza socio-sanitaria: ha anche un importante patrimonio immobiliare.

Il patrimonio immobiliare del Trivulzio

Si legge sul sito dell'ente: "Il Trivulzio mette a disposizione, in affitto e in vendita, case, box, negozi, uffici a Milano e in Lombardia: si tratta degli immobili, spesso in zone prestigiose nel centro di Milano che negli anni sono stati donati dai cittadini all’Ente e che vengono messi a reddito per ricavare fondi da destinare ai servizi per gli anziani e i minori (…). I privati e le imprese possono partecipare ai bandi per l’assegnazione di appartamenti e locali commerciali, senza intermediazioni, presentando la propria offerta direttamente al Trivulzio. Stabiliamo il canone di affitto o il prezzo di vendita calcolando il valore di mercato e tenendo conto dello stato manutentivo dell’unità immobiliare, per aggiudicare l’immobile a chi presenta la proposta migliore.

Presentata un'interrogazione in Consiglio regionale

Sulla decisione di alzare i canoni proprio ora che molte famiglie sono in crisi è stata presentata un'interrogazione al presidente del Consiglio regionale. Nicola Di Marco, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e firmatario del documento: "Stanno cercando di rimediare alla mala gestione del passato recuperando liquidità dai canoni di affitto?".

"Penso che stiano cercando di fare questo genere di iniziative per tamponare la situazione. Se a quanto accaduto negli ultimi mesi aggiungiamo la decisione di chiedere aumenti di affitto, in momento storico come questo, qualche domanda dovrebbe sorgere spontanea – prosegue il consigliere -. Un ente che dovrebbe avere finalità sociale ha un comportamento quasi vessatorio, dopo quello che era già emerso sulla gestione socio-sanitaria da racconti di lavoratori e parenti degli ospiti. Qualcosa non ha funzionato in passato e probabilmente anche oggi".