I tre mesi di silenzio di Regione Lombardia sul presunto furto di fentanyl all’ospedale di Sesto San Giovanni

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Tre mesi senza risposte sul presunto furto di fentanyl all’ospedale di Sesto San Giovanni (Milano). Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Lombardia, Nicola Di Marco, ha chiesto alla Regione dati, documenti e chiarimenti sulla vicenda.

Sono passati quasi tre mesi da quando il caso del presunto furto di fentanyl all'ospedale di Sesto San Giovanni (Milano) è arrivato sui tavoli di Regione Lombardia. Tre mesi durante i quali – nonostante l'interrogazione urgente presentata da Nicola Di Marco, consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia – non è arrivata una risposta chiara dall'assessore al Welfare Guido Bertolaso. Per questo, il consigliere è tornato a chiederne conto e ha presentato una nuova richiesta di accesso alle informazioni che Fanpage.it ha potuto visionare.

Facciamo un passo indietro. Tutto è iniziato i primi giorni di luglio, dopo che la notizia del furto di 80 fiale di Fentanest, medicinale contenente fentanyl, all'ospedale Israelitico di Roma aveva riacceso i riflettori sulla sicurezza nella custodia dei farmaci oppioidi. In quei giorni, un articolo del Corriere della Sera aveva ricostruito diversi episodi di sottrazione di medicinali contenenti fentanyl registrati dal 2018, facendo riferimento a circa venti casi che avrebbero interessato ospedali, cliniche, RSA e altre strutture sanitarie. Tra le località, veniva espressamente citata anche Sesto San Giovanni.

A rompere il silenzio sulla questione è stato per primo Giorgio Oldrini, sindaco di Sesto San Giovanni dal 2002 al 2012 che, sui social, ha posto alcune domande: "Qualcuno ne aveva notizia? Sarebbe forse il caso che i responsabili dell'ospedale lo spiegassero". Poi, l'interrogazione di Di Marco che aveva chiesto alla Regione verifiche urgenti: è davvero avvenuta una sottrazione di fentanyl a Sesto San Giovanni? E, se sì, quando, dove, in quale quantità e con quali controlli?

Da allora, però, è stato il silenzio. Ed è proprio questo il punto contestato ieri, martedì 29 settembre, dal consigliere che a distanza di quasi tre mesi dalla prima richiesta, è stato costretto a presentare una nuova istanza indirizzata alla Direzione generale Welfare, chiedendo che vengano messi nero su bianco i dati sugli eventuali furti di medicinali contenenti fentanyl negli ospedali lombardi. La nuova richiesta non si limita a Sesto: il consigliere ha chiesto di sapere se, dal primo gennaio 2018 a oggi, nelle strutture ospedaliere ASST lombarde siano stati registrati furti, sottrazioni o ammanchi non giustificati di fiale o altri medicinali contenenti fentanyl. Non solo, stando alla richiesta, la Regione dovrebbe fornire anche la documentazione relativa a denunce, segnalazioni alle autorità, comunicazioni interne e accertamenti effettuati dalle aziende sanitarie. C'è, infine, un'altra questione che non può essere liquidata con il silenzio di questi mesi. Quali misure sono state adottate per rafforzare sicurezza, controllo e tracciabilità del fentanyl? Una domanda che non riguarda più il singolo episodio, ma la capacità delle strutture sanitarie di garantire la custodia dei medicinali a rischio.

Secondo il Consiglio regionale il termine per la consegna della documentazione richiesta è di 15 giorni lavorativi. Così, dopo tre mesi di attesa, la palla torna alla Regione che entro tale data dovrà dare una risposta sulla vicenda. Il rischio, altrimenti, è che una questione che riguarda la sicurezza di farmaci e la trasparenza delle strutture sanitarie, rimasta senza risposta per mesi, diventi essa stessa il problema.

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