L’ospedale Niguarda chiude 60 posti letto per mancanza di infermieri, il sindacato: “Entro fine anno forse altri 40”

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Foto di repertorio
L’Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda ha comunicato la mancata riapertura di 60 posti letto per carenza di personale sanitario non medico. Come spiegato a Fanpage.it da Giuseppe Rinaldi, coordinatore di Cisl Fp Milano Metropoli, “entro fine anno potrebbero chiuderne altri 40”.

Alla fine il taglio dei posti letto all'Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda è arrivato. A causa della mancanza di infermieri, 60 posti letto suddivisi in vari reparti di degenza restano chiusi. Il timore, come ha spiegato a Fanpage.it Giuseppe Rinaldi, coordinatore di Cisl Fp Milano Metropoli, è che entro fine anno possano chiuderne altri 40. Intanto, è stata confermata l'interruzione del pagamento delle ore straordinarie, che potrà riprendere a ottobre solo dopo un finanziamento straordinario.

Il sindacato aveva lanciato l'allarme di una possibile riduzione dei reparti di degenza già lo scorso mese. Solitamente si verifica durante il periodo estivo, in modo tale da permettere a tutti di fare qualche giorno di vacanza. Quest'anno, però, oltre a essere iniziata già a giugno, la riduzione avrebbe potuto proseguire anche a settembre. In realtà, almeno per il momento, l'ospedale avrebbe deciso di tagliare alcuni posti letto, piuttosto di chiudere interi reparti. "Hanno preferito distribuire lo stesso taglio in diverse situazioni", ha spiegato Rinaldi, "altrimenti avrebbero dovuto comunicare ai cittadini che una di quelle specialità tagliate era temporaneamente non disponibile". Con questa soluzione, i reparti restano aperti, anche se ci sarà comunque una ricaduta nei tempi di attesa dei ricoveri programmati.

Secondo il sindacato Cisl Fp Milano Metropoli, la carenza effettiva di personale per l'ambito infermieristico sarebbe di cento unità. "All'ultimo concorso per infermieri si sono iscritti meno di 40 candidati, mentre al bando per infermieri liberi professionisti hanno risposto in 70", ha continuato Rinaldi, "di questi 40 non tutti accetteranno e non sarà possibile neanche reclutare tutti i 70 liberi professionisti a causa del budget limitato". Il timore è dunque che con l'arrivo del periodo invernale e dell'influenza si possa assistere alla chiusura di altri 40 posti letto.

"Abbiamo ripetuto la necessità della riapertura di convitti interni che sono stati chiusi oltre quattro anni fa, per offrire un alloggio a tariffa calmierata ai nuovi assunti", ha aggiunto il coordinatore di Cisl Fp Milano Metropoli, "ma verrà messa a bando una gara per una partnership pubblico-privato per ristrutturare una sede periferica che, prevedibilmente, non sarà disponibile prima di metà 2028".

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