Dà un pugno in faccia a un infermiere al San Matteo di Pavia e minaccia: “Ora gli sparo”, 19enne arrestato
Un 19enne è stato arrestato dai carabinieri nella mattinata di ieri, domenica 23 agosto, al Policlinico San Matteo di Pavia con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Stando a quanto ricostruito, il ragazzo avrebbe rotto il citofono del triage del pronto soccorso, picchiato un infermiere di 22 anni e minacciato di morte lo stesso operatore sanitario e i suoi colleghi. Per oggi, lunedì 24 agosto, è prevista l'udienza direttissima in Tribunale.
Il 19enne era stato accompagnato in pronto soccorso dai sanitari del 118 perché in stato di agitazione per un mix di alcol, cocaina e cannabis. Pare che in casa avesse avuto una violenta discussione con i genitori. Così il ragazzo è arrivato al Policlinico San Matteo di Pavia di prima mattina. Per calmarlo, dopo che aveva già rotto il citofono del triage del pronto soccorso, il medico di turno lo ha sedato due volte, facendolo risvegliare nel pomeriggio.
Durante il controllo svolto da un infermiere di 22 anni, però, il 19enne avrebbe di nuovo dato in escandescenze e lo avrebbe colpito con un pugno in faccia. Il ragazzo è stato, quindi, isolato in una stanza del reparto, dove avrebbe urlato minacce come: "Adesso gli sparo, lo gambizzo". L'operatore sanitario, invece, si è barricato in un'altra camera in attesa dell'arrivo dei carabinieri.
I militari hanno, quindi, arrestato il 10enne con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il pronto soccorso del Policlinico, invece, è rimasto bloccato per quasi un'ora per riparare ai danni provocati dal ragazzo.
"Quanto accaduto è gravissimo e non può essere derubricato all'ennesimo episodio di violenza", ha dichiarato Andrea Galeppi, segretario generale Uilfp Pavia: "Non possiamo abituarci alle aggressioni e non possiamo accettare che chi entra in ospedale per lavorare debba mettere in conto anche il rischio di essere aggredito. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori coinvolti, ma oggi la solidarietà non basta più. Chiediamo che sulla sicurezza nei pronto soccorso si intervenga con misure concrete, prevenzione e una presenza adeguata a tutela del personale".