Si finge un civile in visita e tenta di evadere dal carcere di Bollate: detenuto bloccato all’uscita
Un detenuto del carcere di Bollate, a Milano, avrebbe provato a evadere fingendosi un civile in visita. L'episodio è stato riferito dal Sindacato autonomo della polizia penitenziaria (Sappe) e si sarebbe verificato nella mattinata di lunedì 7 settembre. A smascherare il fuggitivo è stato un ispettore di sorveglianza che, insospettito, lo ha fermato. Tra i due, però, sarebbe nata una colluttazione, alla quale avrebbero preso parte altri due agenti. Il bilancio complessivo è di tre feriti, di cui uno con una prognosi di 21 giorni per un dito fratturato.
Erano all'incirca le 9 del 7 settembre quando un ispettore superiore di sorveglianza del carcere di Bollate, spesso definito un "modello" tra gli istituti penitenziari italiani, ha notato un uomo dirigersi con fare sospetto verso l'ingresso dell'istituto. L'agente gli avrebbe chiesto di identificarsi e di esibire il tesserino, ma quell'uomo gli avrebbe risposto di essere un civile e che ormai stava uscendo dalla struttura.
Quando il poliziotto gli ha chiesto di esibire un documento d'identità, il fuggitivo gli avrebbe gettato il caffè in faccia provando ad allontanarsi. Un agente dell'Ufficio servizi e un collega del IV reparto sono, quindi, intervenuti e lo hanno bloccato. Quell'uomo, infatti, non era un civile, ma un detenuto del carcere di origine senegalese. I tre agenti sono rimasti leggermente feriti: uno ha rimediato sette giorni di prognosi, un altro otto e il più grave, con una frattura a un dito, 21 giorni.
"Non esistono carceri modello quando il personale è costretto a lavorare in condizioni di grave carenza di organico e deve affrontare situazioni di potenziale pericolo senza strumenti adeguati di autotutela", ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del Sappe. Il vice segretario regionale del sindacato, Matteo Savino, ha sottolineato la "grave carenza di personale" a Bollate, dove ci sarebbe un solo reparto operativo e diversi sottufficiali che non sarebbero impiegabili nei servizi operativi per ragioni di idoneità. Stando agli ultimi dati pubblicati dal ministero della Giustizia, il carcere milanese conta al 7 settembre 1.617 detenuti, mentre la capienza è di 1.267, e allo stesso tempo l'organico della polizia penitenziaria è composto da 430 effettivi, quando dovrebbero essere 503.