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Giallo nelle acque del lago di Como: il cadavere di un uomo di 40 anni è stato ritrovato dai sommozzatori dei vigili del fuoco a 60 metri di profondità. La macabra scoperta è avvenuta ieri, durante un'esercitazione, ma è stata resa nota solo oggi. La vittima è Raffaele Casatto, un consulente finanziario che era originario di Schio, in Veneto, ma era residente da tempo a Milano. Il suo corpo è stato trovato al largo di Fiumelatte, una frazione di Varenna, paese in provincia di Lecco. Il ritrovamento è stato casuale: i sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano erano impegnati in un'esercitazione nelle acque del Lario quando si sono imbattuti nel corpo, che giaceva a diverse decine di metri sott'acqua.

La procura di Lecco ha aperto un'inchiesta

Dopo il macabro ritrovamento sono subito state avvisate le autorità che hanno aperto un'inchiesta per cercare di ricostruire i contorni di quello che al momento sembra un mistero. La procura di Lecco dovrà capire le cause e la data della morte, cosa ci facesse l'uomo in quella zona del lago e anche se vi siano state negli scorsi giorni denunce o segnalazioni sulla sua scomparsa da parte di parenti o conoscenti. Tutte le ipotesi restano aperte, inclusa quella, più lineare e meno "fantasiosa" di un tragico incidente. Non sarebbe, in quest'ultimo caso, il solo: purtroppo negli ultimi 10 giorni sono sei le persone morte annegate nel ramo lecchese del lago di Como mentre si facevano il bagno. Nonostante le tante raccomandazioni, fornite anche da Fanpage.it attraverso un'intervista al coordinatore dei sommozzatori dei vigili del fuoco della Lombardia, Luciano Fascendini, sono purtroppo tanti coloro che, nel tentativo di cercare refrigerio, si tuffano in laghi e fiumi lombardi senza le necessarie precauzioni.