Fidanzati 30enni vogliono morire insieme e si tagliano con una lametta: dopo 20 giorni lei è stata scarcerata

Immagine
Foto di repertorio
A fine luglio, a Varese, due fidanzati avevano deciso di morire insieme. Per farlo, avevano utilizzato una lametta da barba. L’uomo era finito in ospedale con un’emorragia. La donna invece in carcere. Dopo venti giorni, è stata scarcerata.

Volevano morire insieme. Questo era il piano di una coppia di trentenni che venti giorni fa è finita in ospedale e poi, nel caso della donna, in carcere. Proprio lei, dopo venti giorni trascorsi nell'istituto penitenziario di Como, è stata scarcerata. A disporlo sono stati i giudici del tribunale del Riesame di Milano, che hanno accolto il ricorso presentato dal suo legale, l'avvocato Paolo Conti, contro la misura cautelare del carcere che era stata disposta dal giudice per le indagini preliminari di Varese. Resta l'accusa di tentato omicidio del consenziente.

Proprio per questo motivo, per la trentenne è stato disposto l'obbligo di firma quotidiano alla caserma dei carabinieri e il divieto di avvicinamento alla persona offesa e quindi al fidanzato. Inoltre dovrà indossare il braccialetto elettronico. È stata alleggerita la misura, ma sarà compito del Tribunale accertare responsabilità.

La donna era finita in carcere dopo che, nella notte tra il 24 e il 25 luglio, aveva assunto alcol e farmaci con il fidanzato. Una notte brava dove poi la coppia avrebbe deciso di togliersi la vita. Per farlo, avrebbero utilizzato una lametta da barba. Maturata questa decisione, hanno iniziato a procurarsi ferite alle braccia. La donna avrebbe riportato solo una lesione superficiale, l'uomo invece avrebbe iniziato a perdere molto sangue a causa della recisione di un'arteria.

La trentenne, accortasi della gravità della situazione, ha subito chiamato i soccorsi. Gli operatori sanitari del 118 hanno trovato l'uomo in una pozza di sangue e lo hanno trasferito in ospedale dove poi è stato sottoposto a un intervento di chirurgia per fermare l'emorragia. La donna, invece, era stata ricoverata in Psichiatria. Nel frattempo sono stati avvisati gli agenti della polizia di Stato e la Procura, che ha disposto l'arresto della trentenne. La giovane infatti, una volta dimessa, è stata portata in carcere.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views