video suggerito
video suggerito

A Varese due 30enni vogliono morire insieme e si tagliano con le lamette da barba: lui in fin di vita, lei arrestata

Un uomo e una donna di circa 30 anni, sotto effetto di alcol e droghe, si sarebbero messi d’accordo per morire uno accanto all’altra all’interno del loro appartamento nel quartiere San Fermo a Varese. Quando la situazione è degenerata lei ha chiamato il 112 per cercare di salvare il compagno. Ora lui è fin di vita e lei è stata arrestata per tentato omicidio del consenziente.
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Volevano togliersi la vita insieme, uccidendosi a colpi di lamette da barba. Un tentativo di gesto estremo su cui ora indagano Procura e Questura di Varese. Come spiegato a Fanpage.it da fonti investigative, un uomo e una donna di circa 30 anni, sotto effetto di alcol e droghe, si sarebbero messi d'accordo per morire uno accanto all'altra all'interno del loro appartamento nel quartiere San Fermo a Varese.

Stando a quanto ricostruito fino a ora dagli agenti, a lanciare l'allarme – nella mattinata di sabato scorso, 24 luglio – sarebbe stata proprio la donna stessa dopo che l'uomo avrebbe riportato la recisione di un’arteria e iniziato a perdere molto sangue. Così spaventata dalla situazione, la trentenne – ferita invece in modo meno grave – ha chiamato il 112 per cercare di salvare il compagno. 

Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi. Presenti i sanitari del 118, inviati da Areu (l'agenzia di emergenza urgenza della Lombardia) e gli agenti della Squadra Volante della Questura di Varese.

L'uomo – come spiegato a Fanpage.it – dopo le primissime cure del caso, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Circolo (Varese) dove ora è ancora attualmente ricoverato dopo essere stato sottoposto a un'operazione chirurgica molto delicata. Le sue condizioni rimangono al momento molto gravi, potrebbe rischiare la vita. 

La donna invece è stata ricoverata nel reparto di Psichiatria. Dopo essere stata medicata e sottoposta ad accertamenti è stata arrestata per tentato omicidio del consenziente. Successivamente la trentenne sarebbe stata interrogata, mentre si trovava ancora in ospedale, dal giudice per le indagini preliminari Rossana Basile.

Al termine dell’udienza, il pubblico ministero Pietro Bernardoni ha chiesto per la donna l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Mentre il difensore, l’avvocato Paolo Conti, ha chiesto invece che alla trentenne siano dati gli arresti domiciliari, da scontare a casa dei genitori.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views