A casa dell’ex con coltello e guanti in lattice, arrestato: “Avrebbe potuto aver un epilogo trafico”

Un uomo di 48 anni, della Val Seriana, è stata arrestato con l'accusa di violazione di domicilio e stalking perpetrato nei confronti dell'ex compagna a Gandino (Bergamo). Nel pomeriggio del 14 luglio, la donna – una 39enne – ha sentito alcuni rumori provenire dalla cucina. Una volta lì, si è trovata davanti l'ex. L'uomo è entrato in casa dell'ex infilandosi dalla finestra lasciata aperta. Con sé aveva un grosso coltello a serramanico e dei guanti in lattice.
Lei è riuscita a scappare, lui l'ha inseguita ed è stato fermato dal nuovo compagno della vittima, che lo ha preso a pugni. La donna è riuscita a correre in caserma a Seriate e a denunciare l'accaduto. L'arrestato ha provato a scappare e nella fuga è caduto rompendosi la caviglia.
Durante l'interrogatorio, che è avvenuto in ospedale, il 48enne – che è difeso dall'avvocato Simone Inno – ha affermato di essersi recato dalla donna per parlare dei loro figli e di non essere stato intenzionato a farle del male. Sulla presenza del coltello e dei guanti, si è giustificato dicendo che aveva appena potato una pianta di peperoncini. Una spiegazione che la giudice per le indagini preliminari Laura Garufi ha ritenuto "inverosimile". La magistrata ha convalidato l'arresto e affermato che che quanto accaduto "avrebbe potuto avere un epilogo tragico".
Il 48enne, prima dell'arresto, era già indagato per stalking e minacce dopo che la ex lo aveva denunciato a maggio: a febbraio, l'uomo avrebbe iniziato a stalkerizzarla con richieste di denaro, telefonate, videotelefonate, sms e messaggi. Tra le minacce: "Ti farò vivere una brutta vita, te ne pentirai". Dopo la denuncia, era stato allontanato da casa e aveva avuto l'obbligo di presentazione dai carabinieri. L'11 luglio l'avrebbe percossa.
Una volta dimesso dall'ospedale, sarà portato in carcere.