Femminicidio Valentina Sarto, uccisa con 19 coltellate a Bergamo: disposta la perizia psichiatrica per Dongellini
La Corte d'assise di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì, ha accolto la richiesta della difesa di Vincenzo Dongellini, a processo con giudizio immediato per il femminicidio della moglie Valentina Sarto – uccisa la notte tra il 17 e il 18 marzo scorsi a Bergamo con 19 coltellate – disponendo una perizia di carattere medico-psichiatrico sulla sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, e sulla capacità di stare in giudizio. Lunedì prossimo, il 21 settembre, ci sarà il conferimento ufficiale dell'incarico al professionista Filippo Tancredi.
Nel corso della mattinata di oggi, martedì 15 settembre, in aula non sono mancati i momenti di tensione tra i familiari di Valentina e Dongellini. Mentre la Corte d'assise, in separata sede, era impegnata a valutare se accogliere o meno le richieste delle parti, l'imputato ha provocato uno dei fratelli della vittima, ridendogli in faccia dopo essere stato riportato nella cella (con le pareti trasparenti) che si trova all'interno dell'aula. Il fratello di Valentina ha reagito gridandogli contro e sbattendo con forza le mani sulle pareti che lo separavano dall'ex cognato.
Il femminicidio
Il femminicidio è stato l'epilogo di una lunga serie di comportamenti persecutori e violenti. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, le settimane prima del delitto sarebbero state segnate da controllo ossessivo, minacce, insulti e aggressioni fisiche ai danni della donna, culminate la notte del 18 marzo scorso quando Sarto è stata uccisa nell'appartamento di via Pescaria dove convivevano. Per gli inquirenti il movente sarebbe legato alla volontà della vittima di interrompere definitivamente il rapporto e costruirsi una nuova vita. Il processo per la morte di Sarto è il primo in Italia in cui si contesta il reato di femminicidio.