Assolta dall’accusa di bancarotta Gabriella Privitera, madre di Fabrizio Corona: “Era all’oscuro di tutto”

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Fabrizio Corona (foto da LaPresse)
Gabriella Privitera è stata assolta dall’accusa di bancarotta fraudolenta. Madre di Fabrizio Corona, era finita a processo perché amministratrice della società Fenice srl fallita nel 2022. Lo scorso luglio l’ex fotografo aveva patteggiato a 10 mesi, convertiti in pena pecuniaria di 90mila euro.

È stata assolta dall'accusa di bancarotta fraudolenta Gabriella Privitera, finita a processo in quanto amministratrice della società Fenice srl di suo figlio, Fabrizio Corona. L'ormai ex re dei paparazzi l'aveva fondata nel 2007 per organizzare eventi, ma nel 2022 è stata dichiarata fallita per dissesto finanziario. Per la Procura, il 52enne avrebbe intestato "fittiziamente" la sua casa in via De Cristoforis a Milano da circa 2,5 milioni di euro per distrarla dal patrimonio della società. Mentre Corona, assistito dall'avvocato Ivano Chiesa, ha patteggiato a 10 mesi, poi convertita in pena pecuniaria da 90mila euro, sua madre Privitera è stata assolta. Come sostenuto dalla sua legale Cristina Morrone e anche dal pm Luigi Luzi, era "all'oscuro di quello che il figlio poteva fare: le ha chiesto di mettere delle firme e lei lo ha fatto".

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Gabriella Privitera, madre di Fabrizio Corona (foto da LaPresse)

L'appartamento in via De Cristoforis e il fallimento della Fenice srl

L'accusa di bancarotta mossa dalla Procura di Milano contro Fabrizio Corona era relativa proprio alla distrazione della sua vecchia casa in via De Cristoforis, nel pieno della movida milanese, che avrebbe poi portato al fallimento della Fenice srl. Stando a quanto ricostruito dal pm Luzi, infatti, quell'appartamento era stato valutato circa 2,5 milioni di euro e sarebbe stato intestato "fittiziamente" dall'ex agente fotografico a un collaboratore, uno stratagemma per distrarla dal patrimonio della società.

L'avvocato Ivano Chiesa, difensore di Corona, si è sempre opposto a questa ricostruzione. Il legale ha ricordato nelle scorse udienze di quando nel 2018 l'appartamento era stato confiscato dalla Sezione misure di prevenzione nell'indagine per i 2,6 milioni di euro in contanti che vennero trovati nel controsoffitto. Per quell'episodio, Corona era stato accusato, e poi assolto, di intestazione fittizia di beni e gli erano stati restituiti 1,9 milioni di euro. Secondo la difesa, non sarebbe stato più possibile far rientrare il bene nella società Fenice srl, poi fallita.

Il patteggiamento di Corona e l'assoluzione della madre Privitera

Lo scorso 14 luglio, i giudici del Tribunale di Milano hanno accolto la richiesta di patteggiamento a 10 mesi avanzata dall'avvocato Chiesa, con il benestare della Procura. Il collegio, presieduto da Nicola Clivio, lo ha poi convertito in una pena pecuniaria di 90mila euro. "Un provvedimento di buon senso", ha commentato Chiesa.

La madre, Gabriella Privitera, è finita a processo sempre per bancarotta fraudolenta perché di fatto era amministratrice di Fenice srl. Sia la sua legale, Cristina Morrone, che lo stesso pm Luzi hanno chiesto la sua assoluzione ritenendola di fatto "inconsapevole" di cosa stesse facendo suo figlio, "c'è assenza di dolo". Richiesta che oggi, martedì 15 settembre, il Tribunale di Milano ha accolto.

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