Coinvolge 20enne in un giro di prostituzione, condannato poliziotto: “Ha approfittato della sua fragilità”
Una situazione familiare complessa e un periodo difficile, quello della pandemia. Ma soprattutto una ragazza fragile che incontra un uomo in grado di "esercitare un certo tipo di autorità su di lei".
È questa la storia di una 20enne, a Milano, che è stata coinvolta in un giro di prostituzione da un agente di polizia penitenziaria, 27enne, accusato anche di averla manipolata. Ne ha parlato a Fanpage.it l'avvocata della ragazza, Alessandra Silvestri, dopo che l'uomo è stato condannato a un anno e otto mesi con la sospensione condizionale della pena per sfruttamento della prostituzione e che ora si trova al carcere di San Vittore.
"Si sono conosciuti sui social, e da lì a poco tempo hanno iniziato a lavorare insieme". Esordisce così l'avvocata, che poi continua: "Era una ragazza fragile, l'agente ha conquistato la sua fiducia in poco tempo. Prima sui social, dopo anche di persona". Da lì le cose sono avvenute molto in fretta. "La ragazza, stando alle sue dichiarazioni, è stata subito coinvolta nel giro di prostituzione", che gestiva direttamente l'uomo contattando i clienti e stabilendo il luogo d'incontro: "Concordavano una somma per le prestazioni e lui prendeva una parte del denaro, poi – continua a Fanpage.it – venivano organizzati incontri sessuali a pagamento, lui era presente. È successo tre volte". E tre sono i capi d'imputazione a carico dell'agente.
I luoghi prescelti erano i parcheggi poco frequentati della città e un hotel in zona stazione Centrale. La ragazza, come racconta l'avvocata a Fanpage.it, in quel periodo "veniva da una situazione gravissima in famiglia" e cercava aiuto, qualcuno a cui aggrapparsi. "Lui lo sapeva, l'ha capito subito. E ha sfruttato questa situazione di potere a suo vantaggio". La condanna inflitta dalla giudice Elisabetta Santini tiene anche in conto della "manipolazione" che l'uomo avrebbe esercitato sulla ragazza. La pena inflitta è di poco al ribasso rispetto ai 3 anni chiesti dalla viceprocuratrice onoraria.
La denuncia della 20enne è avvenuta nell'aprile 2021, quando si è presentata dai carabinieri alla stazione di Porta Garibaldi. "È stata aiutata da una psicologa. È anche grazie a lei se la ragazzina ha preso coscienza di quello che stava succedendo", prosegue l'avvocata a Fanpage.it, che poi conclude: "Certe persone devono rendersi conto di chi hanno davanti, e lei era una ragazza fragile. Andava aiutata".