Aggressione sessuale in viale Liguria a Milano, il 26enne arrestato era già stato ammonito per stalking
L'uomo arrestato lo scorso 14 agosto, con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una 20enne aggredita 12 giorni prima in zona Romolo a Milano, fa aveva ricevuto due anni fa un ammonimento per stalking alla fidanzata. È questo uno degli elementi emersi dagli accertamenti condotti dalla polizia sul conto dell'aggressore, un 26enne di origini colombiane e con cittadinanza italiana, dipendente in una banca di Milano.
Stando a quanto si apprende, l'uomo non avrebbe riportato precedenti di polizia, motivo per cui la gip, Nora Lisa Passoni, ha disposto per lui gli arresti domiciliari e non il carcere. Data la situazione non sarebbe neanche stato ritenuto necessario il braccialetto elettronico in quanto, sempre secondo la gip, ritiene abbia "capacità di autocontrollo sufficienti da fargli rispettare l’ordine dell’autorità giudiziaria".
Le indagini della Procura di Milano, condotte dal pm Carlo Parodi in collaborazione con il nucleo della Polizia di Stato guidato dal dirigente Alfonso Iadevaia, sono state rapide. Nell'arco di poco più di 10 giorni dall'accaduto, gli agenti sono riusciti a individuare l'aggressore sia attraverso il racconto ben dettagliato della vittima sia grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza della zona.
Come ricostruito, nel pomeriggio del 2 agosto scorso, la 20enne sarebbe stata seguita dall'uscita della metropolitana Romolo, a Milano, fino in viale Liguria dove sarebbe avvenuta l'aggressione. L'uomo l'avrebbe colta di sorpresa alle spalle facendola cadere a terra e palpandola violentemente nelle parti intime. La ragazza avrebbe urlato e avrebbe cercato in tutti i modi divincolarsi. Poi una volta che l'uomo è scappato via, la ragazza sarebbe stata raggiunta da una donna di passaggio che l'avrebbe aiuta a chiamare i soccorsi.