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Fabrizio Corona a processo per bancarotta, salta il patteggiamento: “Piuttosto torna in galera, non dà i soldi”

“Fabrizio non gli darà quei soldi, piuttosto torna in galera”. Così l’avvocato Chiesa ha sintetizzato la posizione di Fabrizio Corona in relazione a un credito vantato da un commercialista che ora è parte civile nel procedimento a suo carico per bancarotta.
A cura di Giulia Ghirardi
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Fabrizio Corona in tribunale a Milano – Foto da LaPresse
Fabrizio Corona in tribunale a Milano – Foto da LaPresse

"Fabrizio dice che piuttosto torna in galera, ma quei soldi non glieli deve e non glieli darà". Così, fuori dall'aula di tribunale, l'avvocato Ivano Chiesa ha sintetizzato la posizione del suo assistito, Fabrizio Corona, in relazione a un credito vantato da un commercialista che ora è parte civile nel procedimento a carico del "re dei paparazzi" per un'ipotesi di bancarotta.

Secondo l'impianto accusatorio, basato su fatti risalenti al 2008 e 2009, la storica abitazione di Corona in via De Cristoforis – nel cuore della movida milanese – sarebbe stata intestata fittiziamente a un collaboratore, con l'ipotesi che ciò abbia comportato una distrazione di beni dal patrimonio societario. Nel procedimento risulta imputata anche la madre di Corona che ha scelto il rito abbreviato.

Il procedimento giudiziario

Oggi, martedì 19 maggio, la seconda sezione penale di Milano avrebbe dovuto decidere se ratificare o meno il patteggiamento raggiunto tra la difesa di Corona e l'accusa: stando all'accordo, "l'ex re dei paparazzi" avrebbe dovuto scontare 10 mesi in continuazione con una precedente condanna definitiva legata al crac di una società fallita nel 2018. Per patteggiare, Corona ha versato circa 40mila euro all'Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, i giudici non hanno potuto esprimersi nel merito poiché i legali della parte civile hanno sollevato una questione sull'ammissibilità del patteggiamento, spingendo il collegio a rinviare ogni decisione. La nuova data fissata è l'11 giugno, quando il tribunale dovrà stabilire se l'accordo sia ammissibile e successivamente valutare l'eventuale ratifica.

Uno dei punti più delicati riguarda un presunto credito vantato da un commercialista, parte civile nel procedimento. Si tratterebbe di una somma che la difesa di Corona contesta integralmente. Fuori dall'aula l'avvocato Chiesa ha, infatti, sintetizzato in modo netto la posizione del suo assistito, riportandone il pensiero: "Fabrizio non gli darà quei soldi, è un credito infondato. Dice che piuttosto torna in galera, ma quei soldi non glieli deve e non glieli darà".

L'altro procedimento per diffamazione

Nel frattempo, Corona resta coinvolto anche in un altro procedimento. Il 21 maggio è infatti prevista un'udienza a Palazzo Chigi, davanti alla giudice dell'ottava sezione penale Nicoletta Marchegiani, in un procedimento per diffamazione aggravata che lo vede imputato insieme a un altro soggetto per un articolo pubblicato nell'ottobre 2023. In quell'occasione sarà chiamata a testimoniare, come parte civile, anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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