Femminicidio Pamela Genini

Dopo i freni rotti spuntano anche atti vandalici sulle auto di Genini: “C’era un vero stalker nella vita di Pamela”

Immagine
Freni rotti e due auto vandalizzate con graffi e segni tra il 2020 e il 2023. È quanto Pamela Genini avrebbe riscontrato sulla sua Mercedes prima e sulla Range Rover poi, entrambe intestate a lei. “È evidente la presenza di uno stalker nella vita di Pamela ancora prima che lei conoscesse l’uomo che l’ha uccisa”, ha detto la famiglia Genini a Fanpage.it.

"È evidente la presenza di uno stalker nella vita di Pamela Genini, ancora prima che lei conoscesse, nel febbraio 2024, Gianluca Soncin, l'uomo che l'ha uccisa", a dirlo a Fanpage.it è Scarpetta Rossa, l'associazione di promozione sociale contro la violenza sulle donne che cura la comunicazione della famiglia Genini.

Stando a quanto si apprende, entrambe le auto intestate a Pamela – una Mercedes prima e una Range Rover poi –  sarebbero state vandalizzate. I danni alla Mercedes sarebbero cominciati a settembre 2020, periodo in cui sarebbero state riscontrate manomissioni ai freni. Come emerge da alcune chat che Pamela si è scambiata con un amico, Luca (nome di fantasia), i suoi timori circa la manomissione ai freni sarebbero stati confermati anche dal meccanico a cui ha portato l'auto a riparare. In quella circostanza Pamela, come scrive nei messaggi, aveva sospettato di Francesco Dolci, amico conosciuto nell'estate del 2019, con cui avrebbe avuto una forte discussione giorni prima. "Secondo me è stato Francesco" aveva scritto Pamela, riferendosi molto probabilmente a Dolci. "Il suo scopo secondo me è che vuole che io dipenda totalmente da lui, infatti ora è disposto stranamente a prendermi anche un'auto a noleggio. Questo è un pazzo". Ma sarebbero rimasti sempre e solo sospetti perché non vi è alcuna prova a riguardo circa il coinvolgimento di Dolci.

Immagine
Graffi sulla Mercedes di Pamela Genini

Altri atti vandalici, sempre alla Mercedes, si sarebbero poi verificati nel febbraio 2021. Pamela aveva ritrovato evidenti graffi sul cofano. Anche in quel caso la ragazza aveva scattato foto che aveva mandato sempre all'amico Luca per condividere la propria rabbia. Nel 2023 l'auto di Pamela viene presa di nuovo mira. Questa volta però a essere danneggiata è la sua Range Rover, che ha riportato graffi sullo sportello del bagagliaio. Anche in questo caso la ragazza ha scattato foto inviate a Luca.  Ad oggi le due auto in questione sono state rivendute e non appartengono più alla famiglia Genini, ma i dubbi e i sospetti dell'ombra di un vero e proprio stalker nella vita di Pamela però sono rimasti.

Immagine
Graffi sulla Range Rover di Pamela Genini

Intanto la Procura di Bergamo continua a indagare sul caso di vilipendio di cadavere e furto della testa della ragazza, avvenuto nel cimitero di Strozza (Bergamo) dove Pamela era stata seppellita il 24 ottobre 2025, dopo essere stata uccisa a coltellate, a Milano, dal suo ex compagno Gianluca Soncin 10 giorni prima, il 14 ottobre.

Nel cimitero di Strozza ignoti avrebbero aperto la bara della donna, decapitato il cadavere e rubato la testa. Ad oggi l'unico indagato nell'inchiesta per vilipendio è Francesco Dolci, l'uomo che la Procura sospetta fosse profondamente ossessionato da Pamela tanto da arrivare a commettere un gesto tanto macabro. A carico di Dolci ci sarebbero una serie di elementi ma nessuna prova schiacciante. L'uomo è indagato a piede libero dal 6 maggio di quest'anno.

La famiglia Genini intanto, tramite i propri legali continua a cercare verità e giustizia per Pamela. Come si apprende, tramite Scarpetta Rossa, a seguito di alcune illazioni, emerse da alcuni servizi televisivi, la famiglia Genini tiene a precisare che le informazioni riguardanti i beni lasciati in eredità da Pamela sono state fornite agli inquirenti dalla famiglia in maniera completamente trasparente e collaborativa, e che il lascito non è soggetto a nessun vincolo da parte dello Stato. Infine si precisa che l'acquisto dell'appartamento da parte della famiglia Genini, è precedente all'acquisizione dell'eredità.

"Siamo completamente allineati con le ipotesi della Procura e degli investigatori in cui riposiamo la massima stima e fiducia", ha concluso la famiglia Genini.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views