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Donna di 29 anni annega nel laghetto del Moss in Val Masino: disposta l’autopsia

Una donna di 29 anni è stata recuperata senza vita nel laghetto del Moss di Filorera (Sondrio) nella serata del 19 giugno. Il magistrato di turno in Procura ha disposto l’autopsia. L’ipotesi è quella del malore dovuto allo shock termico provocato dall’immersione nell’acqua gelida.
Immagine di repertorio
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Una 29enne è stata trovata senza vita nel laghetto del Moss di Filorera (in provincia di Sondrio) nella serata di ieri, venerdì 19 giugno. Stando a quanto ricostruito finora, si tratta di una giovane donna di origine pakistana arrivata in Val Masino solo una settimana fa per ricongiungersi con il marito, un pizzaiolo 31enne suo connazionale. Una prima ricognizione cadaverica effettuata questa mattina ha stabilito che il decesso è stato dovuto a un arresto cardiocircolatorio per asfissia da annegamento, ma solo l'autopsia disposta dal magistrato di turno alla Procura di Sondrio, in programma per mercoledì 24 giugno, potrà individuare con esattezza la causa della morte della 29enne.

A dare l'allarme, intorno alle 19:15 del 19 giugno, sono stati alcuni passanti che si sono accorti della presenza di un corpo inabissato nel laghetto del Moss, a circa tre metri di profondità. L'Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) ha inviato subito sul posto i soccorritori con ambulanza, auto medica ed elicottero da Caiolo, affiancati dai vigili del fuoco di Morbegno, con il soccorso Speleo alpino fluviale partito da Sondrio, e i carabinieri di Ardenno per i rilievi. Una volta portata a riva, hanno potuto solo constatare il suo decesso.

Non lontano, sono state trovate le ciabatte della donna e un marsupio con all'interno le chiavi di casa e il suo cellulare. Per questo motivo, gli investigatori hanno potuto identificare in fretta la vittima. Si tratta di una 29enne di origine pakistana solo una settimana fa era arrivata a Filorera per ricongiungersi con il marito 31enne, suo connazionale che da anni lavora in una pizzeria della zona e che da poco aveva preso un appartamento in affitto da poter condividere con la moglie. La 29enne la prossima settimana doveva prendere la residenza.

Al momento, considerati questi elementi, sembra poco plausibile l'ipotesi del gesto volontario. La 29enne era vestita, ma probabilmente è solo frutto di un'impostazione culturale. La donna, infatti, sarebbe scesa verso la riva del laghetto quando ormai la maggior parte dei bagnanti se n'era andata e poteva quindi fare un bagno da sola. Come riportato dal quotidiano La Provincia Unica, La ricognizione cadaverica sulla salma è stata effettuata questa mattina, sabato 20 giugno, nell'obitorio dell'ospedale di Sondrio da parte del medico necroscopo Antonino Gallucci. Il decesso sarebbe avvenuto per arresto cardiocircolatorio per asfissia da annegamento e nei suoi polmoni è stata trovata parecchia acqua.

Il sostituto procuratore Stefano Latorre della Procura di Sondrio ha disposto comunque l'autopsia sul corpo della 29enne, per approfondire le cause della morte. L'ipotesi più probabile è quella dell'incidente, forse anche un malore dovuto allo shock termico provocato dall'immersione nell'acqua gelida.

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