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A Bergamo e provincia su 907 studenti sottoposti a tampone, solo cinque sono risultati positivi al Coronavirus. A riferire i dati a Fanpage.it è Rinaldo Missaglia, segretario del sindacato medici pediatri di famiglia (Simpef). La scuola è ormai iniziata da una settimana e, in alcuni casi, anche da più tempo. Per molti studenti è stato un inizio particolare, incerto e in alcuni casi sfortunato. Gli alunni di intere classi purtroppo sono stati posti in isolamento a causa della positività di alcuni dei loro compagni. In Lombardia alcune scuole sono dovute correre ai ripari procedendo con quarantene e sanificazione dei locali. Proprio al fine di evitare ulteriori problematicità, la Regione ha istituito una "corsia preferenziale" per gli studenti, i docenti e il personale scolastico che possono eseguire il tampone in punti sanitari prestabiliti senza prenotazione e solo con un'autocertificazione e ricevere in poche ore l'esito. Al momento, questo protocollo sembrerebbe procedere bene: nessuna criticità è stata segnalata e anche i pediatri si dicono soddisfatti.

Covid-19 e scuola, a Bergamo bassa incidenza tra i bambini

Nonostante siano stati confermati diversi casi di studenti positivi, l'incidenza del Covid-19 tra i bambini che frequentano le scuole sembrerebbe essere ancora bassa. In provincia di Bergamo, per esempio, "su 907 casi tamponati, solo cinque sono risultati positivi – afferma Missaglia a Fanpage.it -. Questo però è ovviamente un dato marginale, sulla base del quale è difficile fare una proiezione", precisa il medico. I pediatri infatti non sono a conoscenza di tutti i tamponi eseguiti considerato che spesso "i genitori non allertano i pediatri né in prima né in seconda battuta, ma portano loro stessi i bambini a fare il tampone senza chiamarci". La raccolta di questi dati è fondamentale poiché il sindacato sta pensando di realizzare uno studio che "ci aiuti a capire quali sono i sintomi del Coronavirus tipici nei bambini. Negli adulti infatti la perdita di olfatto e gusto sono dei campanelli d'allarme tipici tra chi ha contratto il Covid-19. Allo stesso modo nei più piccoli vogliamo trovarne di simili". L'obiettivo dei pediatri è quello di selezionarli così da fornire un quadro generale che possa aiutare il medico a individuare subito un possibile caso e procedere quindi con il protocollo e tutti gli accertamenti previsti. Lo studio si concentra soprattutto sulla zona di Bergamo "perché – spiega Missaglia – è stata tra le aree più sensibili". Per capire poi l'incidenza che i bambini hanno sulla diffusione della malattia, conclude Missaglia "è necessario che i genitori diano al pediatra il consenso al trattamento dei dati personali. Per ora sono davvero pochi i genitori che non lo hanno dato, quasi tutti lo hanno fatto. Invitiamo però le famiglie a continuare a darlo".