Cittadinanza italiana a centinaia di brasiliani in cambio di denaro, indagata la sindaca di Collio
Avrebbero falsificato le attestazioni di residenza di centinaia di cittadini brasiliani, permettendo loro di avviare le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana pur senza vivere realmente in Italia. È il presunto sistema sul quale indaga la Procura di Brescia e che coinvolge dieci persone, tra cui la sindaca di Collio – piccolo Comune dell'alta Valtrompia, nel Bresciano, che conta meno di duemila abitanti – Mirella Zanini, eletta con una lista civica di centrodestra.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, coordinate dai pubblici ministeri Donato Greco e Victoria Allegra Boga, il meccanismo sarebbe stato attivo almeno dal 2016 e avrebbe consentito ai cittadini brasiliani interessati alla cittadinanza italiana di ottenere una residenza formale in cambio di denaro. A Zanini, nello specifico, vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, falsità materiale in atti pubblici, falsità ideologica e violazioni delle norme sull'ingresso e sulla permanenza degli stranieri in Italia. "Non mi riconosco nelle accuse e ho fiducia nella magistratura", ha dichiarato la sindaca di Collio, che dopo essere stata coinvolta nell'inchiesta si è dimessa dall'incarico di assessore nella Comunità montana di Valtrompia.
Secondo gli inquirenti, a capo del presunto sistema ci sarebbe stato un cittadino brasiliano che avrebbe raccolto denaro dai connazionali interessati a ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana.