13 Maggio 2022
18:40

Caso Camici, prosciolto il presidente Fontana. Opposizioni: “Decisione non ne cancella inadeguatezza”

Nonostante il giudice abbia deciso di prosciogliere il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, dalle accuse sul caso camici, le opposizioni sostengono che “la decisione non ne cancella l’inadeguatezza”.
A cura di Ilaria Quattrone
Immagine di repertorio
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Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, è stato prosciolto  – e con lui gli altri quattro indagati –  nell'inchiesta "Caso Camici": la giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano si è infatti espressa sulla richiesta di rinvio a giudizio che era stata avanzata dai pubblici ministeri, Paolo Filippini e Carlo Scalas. Fontana e gli altri indagati erano accusati di frode in pubbliche forniture.

Il caso Camici

I fatti risalgono alla prima ondata pandemica quando Regione Lombardia – tramite la controllata Aria Spa – era alla ricerca di dispositivi di protezione individuale. In questa cornice, è stato stipulato un contratto con la Dama Spa (società controllata al 90 per cento da Andrea Dini, cognato del Governatore Fontana). L'accordo prevedeva la fornitura di camici per mezzo milione di euro. Sul contratto è ricaduta l'attenzione mediatica che ha iniziato a concentrarsi sul possibile conflitto di interessi tra il Governatore e Dini. Un'attenzione che avrebbe fatto temere per l'immagine pubblica di Fontana. Il contratto è stato poi tramutato in una donazione:"Un accordo collusivo intervenuto tra Dini e Fontana con il quale si anteponevano all'interesse pubblico l'interesse e la convenienza personali del presidente di Regione", avevano scritto i pm. Per il gup però non ci sono elementi per procedere con un processo né per Fontana né per il cognato Dini e nemmeno per l'ex direttore di Aria Filippo Bongiovanni, la dirigente di Aria Carmen Schweigl e il vicesegretario generale di Regione, Pier Attilio Superti, anche loro coinvolti.

Le imminenti elezioni regionali

Il "non luogo a procedere" nei confronti del Governatore arriva in un momento politico particolarmente "caldo": tra un anno ci saranno le elezioni regionali e la Lega dovrà giocare bene le sue carte se intende continuare a occupare i vertici di Palazzo Lombardia. E nonostante le belle parole spese dal segretario Matteo Salvini, vi è ancora un silenzio assordante relativamente a una possibile ricandidatura di Fontana. Bisognerà quindi capire se il susseguirsi di buone notizie giudiziarie (solo alcuni mesi prima la Procura aveva chiesto l'archiviazione per le accuse di voluntary disclosure e autoriciclaggio) influiranno o meno sul futuro dell'attuale Presidente.

Il M5s: "Decisione non modifica giudizio"

Dubbi che sembrano assalire anche le opposizioni. Appresa la notizia, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Nicola Di Marco, ha specificato che quanto deciso dal giudice non avrebbe "modificato il giudizio politico sull'inadeguatezza mostrata da Fontana e dal centrodestra durante il corso della pandemia e, più in generale, durante l'intero mandato". E proprio il pentastellato ha fatto un chiaro riferimento al prossimo appuntamento elettorale: "Ora anche il centrodestra e Salvini dovranno tornare a credere nel loro governatore, permettendogli di ricandidarsi e misurarsi con il giudizio dei cittadini lombardi ai quali adesso spetta scrivere la sentenza, su questa stagione politica".

Pd: Non ne cancella inadeguatezza

Anche il Partito democratico lombardo, attraverso il segretario regionale Vinicio Peluffo e il capogruppo in Regione Fabio Pizzul, ha ribadito che la decisione del giudice "non ne cancella l'inadeguatezza". Nonostante si sia ufficialmente chiusa la vicenda giudiziaria, su quella politica "rimane il nostro giudizio nettamente negativo che ci aveva portato a presentare in Aula la mozione di sfiducia". Per i due esponenti Fontana "ha mentito ai lombardi, cercando di nascondere un pasticcio dai contorni molto imbarazzanti". Ed è per questo motivo, che per il partito Democratico il Governatore non era "adeguato prima e non lo è ora, tantomeno lo sarà domani se la Lega e il centrodestra decideranno di ricandidarlo".

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